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Sport

Alpinismo, terminata con successo la spedizione valdostana sui 'giganti' del Pakistan

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Sono rientrati in Italia gli alpinisti valdostani della spedizione ‘The way for the K2… la montagna impossibile’ di ritorno dal Pakistan con l’obiettivo di scalare il Nanga Parbat, il Broad Peak e il K2.

Il gruppo di Guide Alpine valdostane membri dell’Unione Valdostana Guide di Alta Montagna (UVGAM) e dell’associazione valdostana Maestri di Sci (AVMS), hanno dunque centrato tutti gli obiettivi della spedizione: tutti e sei in vetta almeno ad un 8000 e senza ossigeno supplementare.

Il veterano Marco Camandona (Guida Alpina della Società Guide di Valgrisenche) salendo il Nanga Parbat e il Broad Peak ha firmato l’undicesimo e il dodicesimo 8000 senza l’ausilio dell’ossigeno. Pietro Picco (Guida Alpina della Società Guide di Courmayeur) porta a casa tutte e tre le vette, Nanga Parbat, Broad Peak e K2. Francois Cazzanelli (Guida Alpina della Società Guide del Cervino) e Jerome Perruquet (di soli 25 anni, Aspirante guida alpina e membro della Società Guide del Cervino) firmano le vette del Nanga Parbat e del K2. Emrik Favre (Guida Alpina della Società Guide di Ayas) e Roger Bovard (Guida Alpina della Società Guide di Valgrisenche) salgono sul Nanga Parbat, quest’ultimo apponendo la bandierina sul suo primo 8000; entrambi senza l’ausilio dell’ossigeno.

Inoltre, Cazzanelli e Picco, segnano un altro primato, l’apertura di una nuova via sul Nanga Parbat che hanno chiamato ‘Valle d’Aosta Express’ in onore della Valle d’Aosta e all’Unione delle Guide Valdostane cui appartengono gli alpinisti. La via si sviluppa dapprima su un seracco verticale alla base, per poi proseguire su pendii nevosi sempre più ripidi. La parte finale, tecnicamente più difficile è caratterizzata da delle lunghezze di misto che portano in cresta a 6000 metri a ricongiungersi con la Kinshofer, per un totale di 1800 metri di salita dal campo base, ad una quota in cui l’aria sempre più rarefatta rallenta notevolmente la progressione.

Questi non sono gli unici traguardi raggiunti, perché per arrivare a questi risultati sono da mettere in conto sacrifici e scelte improvvise a causa di cambiamenti repentini della meteo o situazioni estemporanee che cambiano le priorità. Come nel caso di Cazzanelli, che durante la salita del Broad Peak a mezz’ora dalla cima, a circa 8000 metri, a causa di un incidente che ha visto coinvolto un alpinista britannico, si è fermato per chiamare i soccorsi decidendo poi, di rinunciare alla vetta e di tornare indietro.

Un gruppo di professionisti della montagna, ma prima di tutto grandi amici che hanno saputo sostenersi a vicenda e festeggiare l’uno per l’altro. Un grande esempio di affiatamento che ha saputo coinvolgere anche un gruppo di trekkers, guidati da Roger Bovard, e che hanno raggiunto il campo base del K2 per condividere l’impresa di questi fortissimi alpinisti.

Negli anni sono stati svariati i tentativi da parte degli alpinisti valdostani di conquistare questo colosso. Prima di questi tre giovani alpinisti, le uniche guide alpine valdostane ad aver raggiunto la vetta del K2 erano state Abele Blanc e Marco Camandona che, il 29 luglio del 2000 alle ore 18,15, raggiunsero la vetta del K2, scalando lo sperone Abruzzi, al termine di una spedizione d’altri tempi con condizioni meteo e della montagna difficilissime.

Dopo 22 anni - scrive Camandona sulla sua pagina Facebook -, vedere i miei ragazzi in vetta al K2 è stata un’emozione indescrivibile! Una tensione che non avevo mai provato prima, stare fermo al CB a incitare, incoraggiare e consigliare Francois, Jerome e Pietro cercando di dare la giusta interpretazione alla meteo e al terreno, non è stato facile! Prendere delle decisioni per gli altri che rischiano la vita su una montagna così impegnativa ma anche tanto amata dagli alpinisti è stato difficile. Ho faticato ‘quasi’ quanto loro ma la gioia alla notizia del raggiungimento della vetta è stata immensa! Il K2 ha sempre il suo fascino!”. E conclude: “la prossima volta sarò con loro a lottare verso l’alto come abbiamo fatto al Nanga Parbat e al Broad Peak. Obiettivo TOP 14 destinazione G1 e G2 e perché no per i più bravi G4!”.

E con il detto “squadra vincente non si cambia!” Camandona lascia intendere già la destinazione della prossima spedizione che, ci si aspetta, non tarderà ad arrivare.