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Economia e Lavoro

Adava lancia l'allarme, Gérard: "zona rossa segnerebbe fine prematura della stagione invernale"

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Lancia un allarme Adava, l'associazione degli albergatori valdostani, attraverso le parole del suo Presidente Filippo Gérard. Il Presidente uscente di Adava fa eco alle dichiarazioni di stamane del Presidente della Regione, Erik Lavevaz, il quale ha parlato in termini di "tragedia" l'eventuale avvento della zona rossa per la Valle d'Aosta. 

Non usa mezzi termini Gérard: "In una stagione caratterizzata da grandi difficoltà sin dall’inizio a causa dei minori flussi di clientela straniera, e peggiorata ora con l’ingresso della Valle d’Aosta (unica per ora in Italia) in zona arancione, anche solo ipotizzare il passaggio in zona rossa sarebbe una catastrofe. Al di là dei giri di parole, il passaggio in zona rossa ci riporterebbe di fatto in una situazione di vero e proprio lockdown, con limitazioni negli spostamenti e la chiusura di attività quali i bar, i ristoranti, i negozi (tranne alcune eccezioni) e gli impianti di risalita. Solo per il fatto che se ne parli sono già molte le telefonate che riceviamo da parte di clienti che hanno prenotato e che ora sono preoccupati di non riuscire a venire in vacanza, ma se dovesse concretizzarsi sarebbe veramente un dramma e non solo per il nostro settore: un passaggio in zona rossa anche solo per alcune settimane decreterebbe la fine prematura della stagione invernale con tutte le conseguenze economiche e occupazionali che purtroppo già conosciamo".

Lavevaz poi incassa l'appoggio di Adava: "Ha fatto molto bene il Presidente Lavevaz a chiedere un conteggio puntuale dei soli casi di ricoverati con sintomi, spiegando il perché la nostra regione è penalizzata dal punto di vista statistico e di calcolo del passaggio tra i diversi colori". Il Presidente Gérard infatti precisa: "è totalmente anacronistico continuare ad applicare misure e modelli che venivano applicati lo scorso anno in un contesto sanitario totalmente differente. Dobbiamo in sostanza smettere di rincorrere il virus negli asintomatici, superare la fase emergenziale e cominciare a convivere con questa situazione nel migliore modo possibile che non è certamente chiudere di nuovo tutto".