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Economia e Lavoro

Adava, indagine sull'andamento della stagione estiva - Gérard "Difficoltà e prospettive non rosee"

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L'Adava, l'Associazione degli Albergatori della Valle d'Aosta, ha condotto nei giorni scorsi un’indagine tra 250 strutture ricettive associate delle 800 (nel settore alberghiero, extralberghiero, dell’open air e attività agrituristiche) con l’obiettivo di avere una prima fotografia sull’andamento della stagione estiva in corso e qualche prima indicazione sull’andamento delle prenotazioni per la prossima stagione invernale e su come queste siano condizionate dall’emergenza sanitaria in corso.

“Gli imprenditori della ricettività ci sono e stanno dimostrando di voler fare la loro parte, nonostante le difficoltà e le prospettive non rosee - spiega il Presidente di Adava Filippo Gérard - dal punto di vista dei flussi turistici, mancano quasi del tutto gli ospiti stranieri e la maggior parte del lavoro si concentra nei soli weekend. I costi sono invece rimasti invariati o spesso hanno subito degli incrementi dovuti alla necessità di adeguare le diverse fasi di lavoro alle nuove indicazioni anticovid. Il momento è oggettivamente complesso, il rischio che molte imprese non riescano a superare questa crisi è reale, ma è proprio per questo che è necessario rimanere uniti e continuare a fare lavoro di squadra. Lunedì è stata finalmente pubblicata la legge regionale 13 luglio 2020 n. 8 che contiene il cosiddetto terzo pacchetto di misure anticrisi per contrastare gli effetti da Covid-19. Tra le misure di interesse per il nostro settore vi sono i contributi una tantum a fondo perso per le imprese che hanno subito una riduzione del fatturato, gli incentivi agli investimenti, gli incentivi alle assunzioni (retroattivi anche per i collaboratori stagionali), un ulteriore differimento di dodici mesi del termine per la sospensione del pagamento delle rate dei mutui contratti con Finaosta e le misure a sostegno dell’occupazione e della formazione professionale. Ora è importante dare immediata applicazione alle misure previste nel testo normativo con l’approvazione delle delibere attuative che prevedano procedure semplici, snelle ed efficaci”.

 Alla domanda su quale sia stata la variazione del fatturato di giugno 2020 rispetto a giugno 2019, il 26% delle attività ha dichiarato di aver subito una riduzione superiore al 70%, il 30% ha invece registrato una contrazione compresa tra il 30% e il 70, mentre il 15% ha dichiarato una diminuzione inferiore al 30%. Tenuto conto della situazione generale, solo il 25% degli intervistati ha dichiarato di ritenersi soddisfatto dell’andamento della stagione in corso, il 38% parzialmente soddisfatto e il 33% non soddisfatto.

Relativamente alle previsioni per il mese di luglio, l’11% del campione si attende un risultato negativo con percentuali superiori al 70%, poco meno della metà tra il 30% e il 70%, il 19% tra il 10% e il 30%, mentre il 15% del campione prevede un calo inferiore al 10%. Per il mese di agosto, solo il 7% si aspetta un calo superiore al 70%, il 40 percento si aspetta un calo ricompreso tra il 30% e il 70%, mentre il 46% ritiene che il calo sarà inferiore al 30%.

Le aspettative cambiano invece notevolmente per il mese di settembre: il 30% degli intervistati si aspetta un calo superiore al 70%, il 29% delle strutture ricettive tra il 30% e il 70%, il 13% tra il 10% e il 30%, mentre solo il 9% si aspetta un calo inferiore al 10%.

Per quanto riguarda il livello occupazionale, è stato invece chiesto quanto personale in meno è stato assunto rispetto alla scorsa stagione estiva: il 14% delle strutture ricettive ha dichiarato di aver assunto la metà dei collaboratori rispetto allo scorso anno, il 22% ha dichiarato una riduzione compresa tra il 20% e il 50%, mentre il 43% ha mantenuto lo stesso livello occupazionale.

Il 39% degli intervistati ha dichiarato di aver sostenuto un investimento per adeguarsi alle disposizioni anticovid per un importo compreso tra i 2.000 e i 10.000 euro, l’1% tra 10.000 e 20.000 euro e il 2,8% ha fatto investimenti per oltre 20.000 euro.

“Al momento - conclude Gérard -  la situazione pare più complessa per quanto riguarda le previsioni per la prossima stagione invernale che sono ancora probabilmente condizionate dalle incertezze sull’andamento della curva del contagio e sulle restrizioni relative agli ingressi in Italia dai Paesi a rischio ed extra UE contenute nelle ordinanze del Ministro della salute 30 giugno 2020 e 9 luglio 2020. Alla domanda se stiano cominciando ad arrivare le prime richieste per la prossima stagione invernale, quasi il 70% degli intervistati ha risposto negativamente”.