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Progetto Cime: in arrivo una piattaforma di formazione per il soccorso e la medicina di montagna grazie alla cooperazione transfrontaliera

di Redazione

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Il progetto “Cime” è un’innovativa collaborazione transfrontaliera Interreg tra l’Usl della Valle d’Aosta e il Grimm, le Groupe d’intervention médicale en montagne del cantone del Vallese, un’associazione di medici specializzata nella formazione della medicina di montagna. Partner del progetto anche la Fondazione Montagna Sicura e Hes-So Valais/Wallis, quest’ultima impegnata in progetti di sviluppo software e soluzioni informatiche. Lo scopo della collaborazione è di sperimentare nuove soluzioni di telemedicina tra la Valle d’Aosta e il Vallese, per contrastare gli effetti dell’isolamento e del Covid-19 nei territori di montagna, dove spesso è difficile garantire la presenza fisica del medico e i pazienti sono lontani dagli ospedali.

In questo contesto, il progetto prevede un corso di formazione online sulla medicina d’alta quota, fruibile su un’unica piattaforma in tre lingue, ovvero italiano, francese e inglese. Il corso è dedicato ai professionisti della montagna, come guide alpine, pisteurs secouristes, maestri di sci e guide escursionistiche e sarà disponibile gratuitamente a partire dal prossimo mese di maggio. Il corso di formazione – descritto come di altissimo livello dai promotri – è articolato in 8 moduli da 30-40 minuti ciascuno e tratta vari temi, dall’ipossiaa alla ipotermia, fiano alla traumatologia, cardiologia e neurologia. Ciascun modulo proporrà un power point sonorizzato, un video apprendant in cui si spiega ad esempio come prendere in carico un trauma, un video animato con un approfondimento sul tema in forma ludica e un quiz finale.

L’obiettivo del progetto è di sviluppare dei protocolli comuni tra territori confinanti sul trattamento delle patologie acute della montagna (mal di montagna, edema cerebrale e polmonare, ipotermia) o che insorgono in montagna (traumi, infarti, ictus).

Il direttore sanitario dell’Usl della Valle d’Aosta, Guido Giardini, ha spiega che il progetto Cime si inserisce su un filone che rappresenta 15 anni di lavoro sulla telemedicina con questi partner. L’augurio del direttore è di rendere la formazione stabile anche nei prossimi anni ed eventualmente allargare la platea dei fruitori.

Dello stesso orientamento il direttore generale dell’Usl Vda, Massimo Uberti, che ha sottolineato l’importanza dei rapporti transfrontalieri in ambito sanitario: “per la nostra posizione geografica è per l’organizzazione sanitaria è fondamentale intrecciare rapporti con ciò che abbiamo intorno – riferendosi forse implicitamente alle polemiche sorte intorno alla convezione con l’ospedale francese di Sellenches – perché l’alternativa è isolarsi e regredire”.