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Minoranze linguistiche: Manes chiede la ratifica della Carta europea delle lingue regionali, ma le chaces non sono molte

di Redazione

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Il Consiglio d’Europa ha pubblicato un parere, lunedì 13 febbraio, in cui richiama l’Italia sulla tutela delle minoranze linguistiche “numericamente inferiori”. Sebbene l’Italia riconosca 12 minoranze linguistiche storiche, il comitato consultivo sulla Convenzione quadro per la protezione delle minoranze nazionali del Consiglio d’Europa ha notato però che “i diritti di queste comunità sono protetti e attuati in modo molto asimmetrico sul territorio nazionale e non tutte le minoranze godono in egual misura dei diritti riconosciutigli”.

L’onorevole Franco Manes (Union Valdôtaine) – insieme al collega dell’SVP, Steger – hanno presentato una proposta di legge il 12 ottobre 2022 scorso, che chiede la ratifica ed esecuzione della Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, firmata a Strasburgo nel 1992. La proposta auspica un rapido svolgimento dell’istruttoria legislativa e la definitiva conclusione dell’iter parlamentare di un’iniziativa legislativa che, secondo gli onorevoli Steger e Manes, non può essere più procrastinata.

La Carta europea delle lingue regionali o minoritarie, redatta in seno al Consiglio d’Europa e aperta alla firma il 5 novembre 1992 a Strasburgo, è finalizzata a tutelare le lingue storiche regionali o minoritarie d’Europa che rischiano di scomparire. La proposta di legge evidenzia che ad oggi, la Carta europea risulta firmata da 33 Stati membri del Consiglio d’Europa e dalla Federazione Russa. Tuttavia, il trattato risulta ratificato solo da 25 Stati, mentre i restanti nove non hanno ancora avviato o esaurito le procedure allo scopo previste. Tra questi ci sarebbe l’Italia.

L’Italia infatti ha sottoscritto la Carta europea nel 2000, ma non ha ancora approvato lo strumento di ratifica. “Nel corso delle ultime cinque legislature, non si è mai riusciti a concludere l’iter legislativo”, sottolineano gli onorevoli Steger e Manes, nonostante si sia cercato ogni volta di trovare un accordo sul testo ampiamente condiviso. La nuova proposta di legge va in questa direzione, secondo gli onorevoli, anche alla luce di alcune modifche introdotte nel testo. L’iter di approvazione però, anche in questa occasione, si annuncia particolarmente tortuoso e le possibilità di una sua approvazione non sono molte.