Tu sei qui

Telecom - I lavoratori in Piazza contro la disdetta del contratto integrativo

Data: 0 Comments

Era il 6 ottobre 2016 quando la Tim ha realizzato la disdetta degli accordi di II Livello che erano stati siglati nel 2008 e oggi i lavoratori dell'ex Telecom sono scesi in Piazza in tutto il paese per protestare contro questa disdetta contrattuale e per richiedere un vero piano aziendale. Quattro i punti fondamentali alla base della mobilitazione "L’arroganza del nuovo Management aziendale che ha avviato un piano di mera riduzione dei costi per un valore pari a 1,6 miliardi a fronte di un premio per l’Amministratore delegato di 55 milioni di euro - spiega Donato Timpani, RSU della Slc Cgil valle d'Aosta - la disdetta unilaterale da parte del nuovo Management di tutti gli accordi aziendali; la massima flessibilizzazione dell’orario di lavoro, la riduzione del salario, il taglio normativo e dei diritti; la decisione di rivedere al ribasso gli appalti con le società esternalizzate nelle quali svolgono attività lavorative ex dipendenti Telecom, rinnovandoli con un taglio netto del valore economico e calando i volumi di lavoro appaltato".

La disdetta unilaterale dell'integrativo aziendale che sarà operativa dal primo febbraio 2017 si misura in un valore pari al 15℅ di una retribuzione annua e avrà conseguenze negative anche sulla parte normativa ( ferie, trattamento per malattia etc). I lavoratori, sono una cinquantina nella nostra Regione oggi, e 50.000 in tutta Italia, chiedono "un serio Piano industriale e di sviluppo della Rete e del Business aziendale, che miri ad un aumento dei ricavi, al recupero di fatturato e dei clienti, al miglioramento del servizio al cliente e all’internalizzazione di attività lavorativa di valore. Le mirabolanti azioni illustrate dall’AD Cattaneo fino ad oggi: efficientamento teso alla maggiore competitività, sviluppo, aggressività sul mercato, azioni alle quali, in un primo momento, abbiamo guardato con attenzione ed interesse, impattano con estrema durezza nella quotidianità lavorativa dove la confusione “gestionale” dell’organizzazione del lavoro permane e si somma ad una ondata di azioni unilaterali intraprese dell’azienda".

Per i Sindacati, Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil le continue azioni unilaterali tese a diminuire il contenimento dei costi colpiscono in maniera quasi persecutoria le lavoratrici ed i lavoratori "iperself – EF forzate ‐ restrizioni spazi fisici ‐ trasfertistica – policy utilizzo dei social media ecc., azioni non condivise dalle parti sociali, che hanno l’inutile obiettivo di creare ulteriore malessere e forte disaffezione peggiorando pesantemente il clima interno già in precedenza negativo - sottolineano - il miglioramento della produttività non si persegue mediante la destrutturazione dei diritti individuali e collettivi bensì con un credibile piano di investimenti produttivi e di valorizzazione delle professionalità. Forse alla “governance” ed agli azionisti francesi interessa esclusivamente dimostrare alla comunità finanziaria che le trimestrali funzionano. Ci domandiamo fino a quando funzioneranno?".

"I cittadini ed utenti - conclude Timpani -  devono sapere che le risorse che loro generano con le bollette servono soprattutto ad alimentare premi vari e bonus prima che veri e propri piani di sviluppo per una azienda ed una rete che sono state realizzate con le risorse di tutti ed oggi vengono spremute per la convenienza di qualcuno".

g.p.