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Savt Ecole - Lettera denuncia sulla situazione della scuola d’infanzia

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Alessia Démé, segretario del sindacato Savt Ecole, in una lettera che pubblichiamo integralmente, indirizzata al presidente dell’INPS Tito Boeri, espone la difficile situazioni delle maestre della suola dell’infanzia 

 

Gentile Presidente Tito Boeri,

in quanto Sindacato Autonomo Valdostano della Scuola, siamo a rappresentarle con urgenza una questione che ci sta molto a cuore, ovvero la situazione di totale incertezza che si trovano a vivere le maestre di scuola dell'infanzia che, avendo svolto per 41 anni un lavoro riconosciuto per legge come usurante, attendono di essere collocate in quiescienza a partire dal 1° settembre 2018 come previsto dal Decreto del Ministro Poletti.

In Valle d'Aosta, trattandosi di una regione di piccole dimensioni con una popolazione di 120 mila abitanti, gli insegnanti in questione si contano sulle dita di una mano: infatti le signore in attesa di ottenere risposta dall'INPS sono quattro, ma sappiamo che vivono lo stesso stato di “sospensione” dei colleghi di tutta Italia.

Tenendo presente che per i lavoratori della scuola è disponibile una sola finestra di uscita durante l'anno solare (il 1° settembre di ogni anno) e che, quindi, se le tempistiche non sono rispettate gli insegnanti in questione dovranno lavorare obtorto collo un anno in più oppure rimanere dodici mesi senza retribuzione e senza pensione, urge far sì che il sistema informatico INPS possa trattare le pratiche in questione. Risulta a noi, infatti, che tutti gli uffici INPS presenti sul territorio siano impossibilitati alla data attuale ad elaborare questi dati perché il sistema informatico non è ancora dotato di programmi adeguati.

Il restante personale della scuola che ha prodotto richiesta di essere collocato in quiescienza ha già attenuto risposta e, quindi, le amministrazioni scolastiche di tutta Italia sono già in grado di quantificare il numero di posti da assegnare a ruolo e dare  almeno in piccola parte una risposta alla disocuppazione che attanaglia la nostra penisola.

Per queste nostre maestre rimane invece uno stato di limbo che è ormai insostenibile: ci rivolgiamo a lei per ottenere urgente soluzione a questo enorme problema.