Tu sei qui

Stella Alpina - PnV Area Civica tornano a chiedere la regionalizzazione della RAV

Data: 0 Comments

I Consiglieri del gruppo Stella Alpina-Pour Notre Vallée- Area Civica, dopo la notizia del ricorso al TAR della società Raccordo autostradale Valdostano (RAV) che gestisce la tratta A5 Aosta Monte Bianco, con cui chiede un’ulteriore aumento tariffario, tornano a chiedere la regionalizzazione della stessa. 

«L’istanza, dovuta da parte del Consiglio d’Amministrazione, è stata avanzata, con il voto contrario dei rappresentanti regionali, a seguito dell’autorizzazione da parte del Ministero dell’incremento del 52,69% delle tariffe a decorrere dal 1° gennaio 2018 anziché dell'81,12%, percentuale che avrebbe dovuto essere riconosciuta in forza delle previsioni del contratto di concessione che disciplina il rapporto tra concedente e società concessionaria. - Rendono noto in comunicato stampa congliunta i Consiglieri del gruppo - A fronte di questa azione predicibile e degli ulteriori insostenibili aumenti tariffari già previsti che nuovamente verranno applicati nei prossimi anni, sosteniamo che l’unica e radicale soluzione al caro tariffe sia la regionalizzazione dell’autostrada.

A legislazione vigente l’unica via di uscita è quella di acquisire la completa titolarità della concessione così come ha fatto l’autostrada del Brennero e così come la Valle d’Aosta ha già fatto anni fa per il traforo del Gran San Bernardo Il socio di maggioranza - la società Traforo del Monte Bianco - per risolvere la questione nel mese di luglio 2017 ha fatto pervenire al Governo regionale un progetto che prevedrebbe la cessione delle proprie quote alla Regione.

L’assordante silenzio, l’indifferenza e il disinteresse alla questione da parte del Governo regionale lascia esterrefatti, così come le parole dell’Assessore e del Presidente Viérin, che paiono cadere dalle nuvole rispetto al ricorso che potevano immaginare sarebbe stato promosso. Così facendo arriverà presto il prossimo gennaio con nuovi aumenti e il governo che verrà a mostrare indignazione.

I Consiglieri concludono: «In politica non c’è nessuno che fa più danni di coloro che non fanno scelte e lasciano le cose andare al loro destino; il Governo è chiamato a elaborare soluzioni anziché parlare di battaglie inesistenti e di lanciare slogan e proclami che di fatto non offrono alcuna prospettiva

 

 

La Redazione