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Il Senato ha votato l'abolizione definitiva dei voucher

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Con 140 sì, 49 no e 31 astenuti il Senato ha dato il via libera definitivo al decreto che abolisce i voucher, già approvato dalla Camera il 6 aprile scorso. L'approvazione è arrivata senza modifiche al testo proposto dal governo, il decreto diventa quindi legge e farà venire meno la convocazione del referendum per l’abolizione dei buoni lavoro che era stato indetto per il 28 maggio.

"Oggi, dopo il voto del Senato - ha detto il Vicepresidente del Gruippo del Pd Stefano Lepri - l'abrogazione dei voucher e le modifiche delle disposizioni sulla responsabilità solidale in materia di appalti, diventano legge. Non si tratta di una scelta dettata dal timore del referendum ma è in linea con l'approccio riformista del Governo e della maggioranza parlamentare. Abbiamo voluto evitare di dare un significato politico ad un quesito referendario che è squisitamente di merito e abbiamo voluto evitare che l'esito referendario ritardasse o impedisse di rimettere prontamente mano ai limiti individuati, così da garantire le indiscutibili esigenze di assicurare lavori erogabili anche in forma occasionale. Sui voucher ci sono stati abusi, ma nella maggior parte dei casi essi hanno permesso di svolgere in modo semplice, con costi amministrativi ridotti e con copertura contributiva, lavori che altrimenti sarebbero rimasti nell'economia sommersa. Appare dunque indiscutibile l'utilità dei voucher in campi quali agricoltura, inserimento lavorativo di persone svantaggiate, assistenza a congressi o in occasione di eventi sportivi, vendita in periodo natalizio, servizi scolastici pomeridiani, quelli domestici, per i non autosufficienti, per i bambini".

Dopo la loro abrgazione definitva "Serviranno subito nuove norme da definire anche attraverso un proficuo confronto con le parti sociali. Esempi positivi - conclude Lepri - possono venire dagli chêques francesi, che incorporano anche un contributo pubblico a sostegno dei servizi alla famiglia o dai mini-jobs tedeschi, magari attivabili modificando le attuali forme del lavoro a chiamata".

Per Susanna Camusso, Segretario Generale della Cgil che ha promosso i due referendum, è un risultato importante "Bisogna trasformare in legge il decreto e farlo con il testo che è stato presentato - ha detto durante il presidio nei pressi del Pantheon - siamo qui per rivendicare questo, avendo detto e continuando a dire che qualora non fosse così siamo pronti ad andare al referendum". Camusso ha anche ribadito che con l'addio ai voucher "Non si crea alcun vuoto normativo: è una leggenda inventata il giorno dopo il decreto. Forme di flessibilità e di lavoro breve ce ne sono in un numero infinito nel nostro ordinamento. Per le famiglie c'è la nostra proposta contenuta nella 'Carta dei diritti universali del lavoro' con la formulazione del rapporto di lavoro subordinato occasionale".

l.m.