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Scuola - Sammaritani: “l’anno 2018/19 sarà di transizione, non torneranno le Adaptation”

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Nella seduta odierna del Consiglio Valle, si é discusso anche dell’immediato futuro della scuola valdostana, con particolare riferimento all’insegnamento della lingua inglese, dopo la negativa esperienza del progetto Adaptation, che come più volte annunciato non verrà riproposto. Il dibattito è scaturito da una interpellanza dalla Consigliera Chiara Minelli di Impegno Civico.

Nel 2016 è stata approvata la legge regionale di armonizzazione dei principi della legge della "Buona scuola" con le specificità dell'ordinamento scolastico regionale - ha ricordato la Consigliera Chiara Minelli - fra le disposizioni previste vi erano le “Adaptations”. Ad oggi cintinua a mancare un approccio scientifico al mondo della scuola valdostana, come ad oggi manca una comunicazione ufficiale agli insegnanti su come procedere per il prossimo anno scolastico”.

L'Assessore all'istruzione Paolo Sammaritani, ha innanzitutto concordato sulla necessità “di dare indicazioni alle Istituzioni scolastiche per la programmazione delle attività didattiche di bi-plurilinguismo“ e, richiamata l'attività della Commissione di lavoro nominata dalla Giunta regionale nel marzo scorso per formulare proposte di rimodulazione degli adattamenti, ha comunicato: “ Il prossimo anno scolastico sarà di transizione, caratterizzato da tre processi chiave: condivisione, gradualità, fattibilità, in un'ottica di continuità con esperienze pregresse e di garanzia di diritto allo studio con equità e pari opportunità. Per quanto attiene al principio di condivisione, l'Amministrazione regionale si farà carico di un piano di informazione per costruire un lessico comune; di un piano di formazione specifico, negoziato con gli interessati; di misure di accompagnamento per garantire la continuità e la messa in coerenza del curriculo nei vari gradi; di condivisione di esperienze positive, di buone prassi; attività di ricerca. Le Istituzioni scolastiche programmeranno in quest'ottica attività di potenziamento del bi-plurilinguismo singolarmente o costituendo reti di scuole.

Per il prossimo anno scolastico, i dirigenti coordineranno le diverse attività inerenti alla sperimentazione di percorsi di educazione bi-plurilingue, tenendo conto dell'evoluzione legislativa ed organizzativa. Rimane fermo per le scuole dell'infanzia l'insegnamento paritario del francese in tutte le discipline, per la secondaria di primo grado sono previste due ore di compresenza obbligatoria per classe. Sono possibili, per la scuola secondaria di secondo grado, altre attività bilingui, coerenti con l'indirizzo di studio. Per l'insegnamento dell'inglese, nelle scuole d'infanzia questa sarà lingua di scoperta, non di apprendimento mirato. Per la primaria, restano ferme le due ore settimanali; nella secondaria di primo grado, le cattedre di inglese sono costituite da 15 ore, completando l'orario d'obbligo in attività di supporto nell'insegnamento di discipline non in linguistiche.»

La Consigliera Chiara Minelli ha preso atto del fatto che il prossimo anno scolastico «sarà di transizione: apprezzo che le linee guida che dovranno essere tenute in considerazione si fondano su questi tre principi rilevanti. La condivisione a nostro avviso in passato non è stata sufficiente, va implementata. Rilevo poi che, in buona sostanza, dal prossimo anno scolastico si torna indietro: già da tempo si è lavorato su una didattica per competenze, laboratoriale, fondata sull'apprendimento delle lingue, seppur con indicazioni ancora troppo generiche. Rinnovo infine l'auspicio che il tavolo di lavoro non preveda solo esperti, ma insegnanti che hanno dedicato questi due anni a tale questione e hanno la preparazione adeguata a fornire contributi qualificati.»