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Politica e Istituzioni

Regione - Si è ufficialmente aperta la 'Crisi di Governo'.Le reazioni dei Consiglieri

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Giornta importante oggi in Consiglio regionale, convocato in seduta ordinaria, che si è aperto con una riunione dei gruppi di UV, UVP, ALPE, Stella Alpina-Pnv ed Emily durata circa un'ora e mezza, alla quale sono seguite le dimissioni del Presidente del Consiglio Valle Antonio Fosso, e di tutto l'Ufficio di Presidenza, e dell'Assesssore alla Sanità Chantal Certan di Alpe.

Albert Chatrian, compagno di partito dell'assessore dimissionario prendendo la parola ha formalizzatol'uscita dalla maggioranza del suo partito aprendo ufficialmente la crisi di Governo.

Il Consiglio Valle poi è proseguito per le dichiarazioni su questo fatto, rimandando la discussione dell'ordine del giorno alla prossima seduta, che si terrà i prossimi 21 e 22 novembre prossimi.

Roberto Cognetta Mouv': "E' in atto un golpe bianco. - Ha commentato Roberto Cognetta (Mouv')-  E' stata così fatta emergere una crisi latente".

Andrea Manfrin (Lega): "le dimissioni sono un atto dovuto. Anche se abbiamo trovato comico che membri della Giunta votassero dei provvedimenti e poi smentissero poco dopo gli stessi atti con comunicati stampa: spiegheremo ai valdostani cosa c'è dietro a quest'operazione e siamo sicutro che sarà perfettamente compreso dai cittadini"

Alberto Bertin (Impegno civico):"Il problema di stabilità del Governo, la Valle d'Aosta non può permettersi crisi in sequenza come sta avvenendo da anni, la situazione non è più sostenibile".

Per Renzo Testolin (Uv):"oggi si può affermare che la serietà fa di nuovo parte della dialettica politica: il dibattito vuole essere improntato al dialogo, piuttosto che alla litigiosità. Non abbiamo certezze, il progetto è nato zoppo e le debolezze sono subito emerse. Dispiace che si siano perse opportunità, si siano fatti passi non condivisi. La rotta deve cambiare, dobbiamo dare stabilità ad un nuovo Governo, e per questo occorre condivisione".

Luigi Vesan (M5S): "Fin dall'insediamento della Legislatura avevamo detto che il cambiamento era zoppo, visto che all'interno dell'Ufficio di Presidenza erano stati eletti Consiglieri della vecchia guardia e tutti di provenienza Union Valdôtaine. Oggi, il primo passo per la grande réunion dell'Uv arriva, non con la presentazione della mozione di sfiducia, ma con delle dimissioni. Siamo preoccupati perché non crediamo che sarà questo che risolverà i problemi della Valle d'Aosta".

Laurent Viérin (Uvp), "appare evidente oggi che il progetto nato a giugno non era politico, ma era solo la sommatoria di sensibilità di singoli e movimenti per comporre il numero 18, ponendo la bandierina sulla nostra regione. È stata una mossa supponente, azzardata e anche un po' arrogante. Vedere frantumata immediatamente, alla prima difficoltà, questa maggioranza è stato un segnale molto negativo. Noi pensiamo che ora, si possa aprire un momento propositivo, tra Consiglieri, movimenti e partiti, per verificare se ci siano gli estremi per trovare in tempi rapidi una sintesi definitiva, solida e duratura".

Pierluigi Marquis (Stella alpina): "Dopo le elezioni abbiamo creduto in un cambiamento, che però non si è concretizzato, in primis per una scarsa attitudine al confronto su tutti i temi affrontati, anche sulle decisioni più delicate. Ma noi non rinunciamo al cambiamento, ad una visione di lungo periodo, basata sulle esigenze della collettività e volta a salvaguardare le nostre prerogative. La necessità oggi, più che mai, è trovare una soluzione non pasticciata, ma in grado di affrontare e risolvere i problemi dei valdostani".

Chantal Certan (ALPE): "Non sussistono le condizioni per lavorare in modo costruttivo. La partecipazione alle sedute della giunta e al voto di deliberazioni, non può prescindere dalla previa presa visione e conoscenza di tali documenti, dalla condivisione del percorso e degli obiettivi. In questi mesi non sono stati garantiti tali principi di trasparenza e di garanzia di pari informazioni a tutti i componenti della Giunta e si chiede l'approvazione di atti di cui non si è a conoscenza, non iscritti all'ordine del giorno, non annunciati e non condivisi".

Union Valdotaine in una nota ribadisce il dovere di prendere in mano la situazione e cercare di risolvere la crisi partendo da un progetto politico serio, condiviso e soprattutto con contenuti che tornino a dare dignità alla politica. "La nostra posizione, anche a crisi aperta, non cambia, il Comité Fédéral ribadisce che la soluzione non debba e non possa essere la mozione di sfiducia costruttiva sottoscritta da 18 consiglieri.- Sottolinea Uv  - l'urgenza rimane quello di cercare condivisione sul percorso federativo in particolare con Uvp e Alpe, un solido punto di partenza per un progetto politico concreto e di lungo termine che eventualmente possa anche essere una base per cercare di costruire un nuovo governo stabile alla Valle d'Aosta".

La Presidente Nicoletta Spelgatti: "Ora dovremo ragionare su un Governo di scopo, vedremo cosa si potrà fare. Con l'Union valdotaine non c'è nessun dialogo per il momento, dovremo parlare con la nostra base prima di fare qualsiasi ragionamento in tal senso. Finalmente Alpe è uscita allo scoperto, sono tre mesi che invocavamo le dimissioni. Adesso si apre una nuova fase, la nostra posizione è chiara: bisogna andare avanti per il cambiamento. Noi non ci siamo mai piegati alle logiche del vecchio sistema e questo è il risultato".

Infine il dimissionario Presidente del Consiglio Valle Antonio Fosson, ha sottoliearo come questa situazione si sia verificata in un momento molto delicato: "Spiace che tutto ciò sia accaduto a pochi giorni dalla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che sarà qui ad Aosta nella giornata di sabato per una conferenza pe la 'Scuola per la Democrazia'. Già l'anno scorso, per ragioni diverse non fummo in grado di accogliere allora Premier Gentilone nel migliore dei modi".