Tu sei qui

Rassemblement Valdotain - Gli altri partiti lo definiscono un documento condivisibile ma vuoto

Data: 0 Comments

Ha fatto discutere la divulgazione, pubblicata in anteprima su Bobine.tv, della bozza del documento di Rassemblement in discussione fra Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste, Alpe e Mouv’.

Il dibattito è sui social, fra i cittadini e, naturalmente, fra le forze politiche non presenti al tavolo o non coinvolte.

A favore, senza se e senza ma, Mauro Baccega, di Epav: “un documento sicuramente interessante che, nella sua versione definitiva, che ci faranno avere, discuteremo nel corso del direttivo convocato per lunedì 11 settembre, nella nostra nuova sede di Saint-Martin-de-Corléans. Vediamo soprattutto con favore la possibilità di discussione in occasione della convocazione degli Stati generali dell’Autonomia, in vista della definizione di un autonomismo moderno, propositivo e costruttivo. Capace di porre le basi per una rinegoziazione degli accordi con lo Stato”.

Positiva anche Irene Deval, segretario del Partito democratico: “il Pd vede positivamente l'unione delle forze in vista di un'azione politica e amministrativa coordinata e trasparente. Soprattutto dato atto delle difficoltà delle autonomie nell'ultimo periodo, si sente  la necessità di un'azione coordinata e in collaborazione sia con la politica nazionale sia verso i grandi movimenti della politica europea, per la riorganizzazione della difesa delle autonomie”.

Non altrettanto allineata la posizione di Jean-Pierre Guichardaz, capogruppo del Pd in Consiglio Valle:”Belle parole, ma che rimarranno tali se chi le scrive e le sottoscrive non lo fa con una sincera attitudine al cambiamento; di metodo e di modalità, innanzitutto, come scritto al termine del documento: ‘pluralisme interne, transparence, rectitude morale et compétences’. Personalmente ho dei dubbi che si sia prossimi alla firma del documento di accordo, questo perché vorrebbe dire smentire le ragioni stesse del cosiddetto 'ribaltone', attestando il fallimento dei fragili presupposti su cui si basava quell'operazione (trasparenza, cambio di metodo, più pluralismo interno, maggiori competenze, ecc.). Penso, che il rassemblement, a questo punto, si faccia sempre più lontano, e le dichiarazioni del MOUV e quelle di Chatrian (no a un governo diverso dall'attuale...) certo non facilitano questo percorso. Peraltro, mi pare difficile che l'esperienza dell'attuale governo possa continuare, intanto perché vi sono state delle chiare dissociazioni appena prima della pausa estiva (ricordo solo le critiche sul metodo e le successive dimissioni di Gérandin dalle commissioni consiliari e le dichiarazioni in Aula di esponenti dell'UVP, che hanno messo una seria ipoteca sul governo Marquis), poi per un'evidente incompatibilità tra persone, che si è resa ancora più manifesta in questi ultimi giorni sulla 'questione vaccini', infine per la  sostanziale incapacità della giunta Marquis di trovare soluzioni concrete alle criticità che hanno giustificato la costituzione del ‘nuovo’ governo. 
Oggi il nostro gruppo è convintamente all'opposizione di questo governo del cosiddetto cambiamento, non abbiamo mai avuto esitazioni nel denunciarne l'inconsistenza e l'autoreferenzialità (il 'nuovo metodo' lo abbiamo visto sulla variazione di bilancio, legge approvata in un giorno e mezzo, e sul dossier Casinò, talmente impenetrabile da apparire quasi un segreto di Stato); personalmente guardo con molto distacco alle alchimie autonomiste, penso che un autonomismo responsabile debba prima di tutto guardare ai programmi e alle soluzioni dei problemi. Le persone, le coalizioni, i riassembramenti vengono dopo”.

Le forze esterne al Consiglio Valle si esprimono in termini fortemente critici.

Dice Nicoletta Spelgatti, della Lega Nord “Se Chanoux oggi vedesse la bozza del documento di accordo per il Rassemblement la definirebbe con una parola: blasfemia. La politica degli inciuci dell'aria autonomista è sempre la stessa, l'unico obiettivo è il mantenimento delle poltrone e il documento prodotto ne è l'esempio: tutte ovvietà e zero idee. Bisogna prendere atto che ormai la galassia autonomista ha cambiato totalmente dna: dalla battaglia per la libertà della Valle d'Aosta alla battaglia per ciò che definiva Chanoux, ‘l'Olympe d'un parlement’, il potere. Ma i Valdostani non sono stupidi, non si abbasseranno a giochetti”.

Queste le valutazioni di Étienne AndrioneSentire certi personaggi parlare di pluralismo interno, trasparenza e rettitudine morale, a maggior ragione se nel nome di alti ideali invece sistematicamente traditi, suscita al più un incredulo, amaro sorriso. Qualifica però immediatamente l’iniziativa per quello che è: una truffa. Finiti - perché « sprecati » - i soldi, si fa ricorso alla mozione degli affetti, con però sempre lo stesso scopo: permettere ai soliti noti l’ultimo giro sulla giostra, probabilmente a svendere quanto può ancora esserlo, iniziando magari con il saccheggio dei proventi della privatizzazione di CVA. Si parla di « Etats généraux des autonomistes » (chissà poi perché usano il francese, visto che da tempo hanno rinunciato a difenderlo e sono anzi stati più efficaci del fascismo nel farlo sparire dalla Valle). Sia: qualunque azione politica non potrà infatti prescindere da un’analisi lucida e financo impietosa del gravissimo stato nel quale, appunto, i succitati hanno contribuito a ridurre la Valle d’Aosta, la sua specialità e la sua autonomia. Ma loro e le loro politiche dovranno essere tra gli accusati di questo disastro, non in cattedra a indicare una strada per uscirne.Vi sono sicuramente molte ottime persone che purtroppo cascheranno, una volta ancora, nella trappola preparata proprio al fine di comprometterle, paralizzarne l’azione ed eventualmente aspirarne il consenso. Ma scarseggia il denaro per pagare la claque, gli imbonitori - talvolta certo molto pericolosi e sicuramente ben protetti, ma, in fin dei conti, nulla più che volgari imbonitori - sono ormai al capolinea e i loro trucchi conosciuti. 
Resiste allora la speranza che l’ennesima, nauseabonda replica del triste spettacolino pubblico (in privato…) di finti divorzi e altrettanto dubbie riconciliazioni conosca quanto prima nelle urne la sorte che merita da tempo”.

Massimo Lattanzi, coordinatore di Forza Italia “Il documento pare una copia sbiadita nei temi e nelle volontà dei documenti di 50 anni fa! I francofoni che si ergono a difensori di una autonomia che hanno depredato e sperperato con l'utilizzo del potere per il potere finalizzato ai consensi elettorali e alle carriere politiche personali. Se queste sono le premesse della re-union assistiamo basiti allo sviluppo di un centrismo regionalista autonomista chiuso ed escluso dal contesto politico economico nazionale e globale. Vecchi i presupposti vecchi gli slogan vecchie trite e ritrite le promesse!”.

Tornando nell’alveo del Consiglio Valle, Pierluigi Marquis (Stella alpina) ha dedicato al tema un lungo post su Facebook, dove ha scritto “Il confronto e il dibattito politico in atto è legittimo e utile, purché non sia fondato su pregiudizi, purché abbia al centro l’interesse della Valle d’Aosta e non l’autoreferenzialità. In questi tempi, in uno spirito autonomista e responsabile, dobbiamo saper garantire la governabilità della Valle, sia per affrontare le questioni particolarmente delicate di questo periodo di crisi, sia per evitare possibili riverberi negativi esterni alla Valle d’Aosta, che renderebbero più difficile la difesa delle nostre prerogative. Sei mesi fa abbiamo intrapreso un nuovo percorso che, sebbene non appaia risolutivo, ha comunque indicato una traccia per guardare al futuro. Credo sia questa la base da cui partire per costruire insieme il domani della nostra Valle, con i valdostani e le forze politiche che ne condividono l’esigenza. Altri percorsi sono difficili da attuare e da comprendere, mostrano disorientamento, rischiano di farci apparire come in preda a schizofrenia. Indietro non si può tornare, non si possono assumere posizioni difensive rispetto ai cambiamenti, bisogna governarli. Non è possibile trovare le soluzioni ai problemi del presente con la riproposizione di vecchie formule e con i metodi che hanno condotto alle condizioni attuali. Per questo non è sufficiente creare contenitori ma occorre un confronto aperto tra tutte le forze politiche sulla progettualità e sulla visione della Valle d’Aosta di domani. Unirsi e partecipare intorno a un progetto per la Valle d’Aosta richiede una nuova politica, e probabilmente anche un rinnovamento della classe dirigente, fa appello a un nuovo coraggio di fare e a una grande capacità di costruire”.

Lapidario Roberto Cognetta, del Movimento 5 stelle: "non ho commenti, devo lavorare e non ho tempo per leggere barzellette!”.

Carola Carpinello, portavoce di L’Altra Via, commenta "Qualche settimana fa scrivevamo a proposito delle prove di controribaltone: ‘Una farsa, poco rispettosa dell'elettorato, portata in scena brandendo un autonomismo che sempre più pare di facciata, a coprire mancanza di idee, di progettualità e di prospettive più ampie che non siano la ricerca continua di consenso’. Passata la calura estiva il progetto, parola grossa, prende forma con un documento che nessuno si sognerebbe di non condividere ‘L’engagement c’est de renouveler les méthodes de notre vie politique afin d’en servir l’intérêt collectif’. Bene, bravi! Ma alle parole devono seguire i fatti e queste persone l'interesse collettivo hanno dimostrato, nei fatti, di non tenerlo in nessun conto. Certi documenti politici tanto facilmente si prestano a essere ipocritamente scritti, quanto poi, come proprio la storia dell'UV e dell'UVP ci insegna, drammaticamente si prestano a essere disattesi e cestinati per lasciare spazio alla più becera logica di potere. Lo abbiamo detto e lo ribadiamo, il gattopardo autonomista rappresenta alla perfezione l'idea di politica a cui noi ci contrapponiamo convintamente. E con noi le valdostane e i valdostani”.

Andrea Padovani, esponente di L'Altra VdA in Consiglio Valle “Ho letto il documento e mi sembra pieno di ovvietà e banalità. Quello che ancora non capisco, e che non capiscono nemmeno le persone fuori dal Palazzo, è come si possa pensare di governare con chi fino a ieri si combatteva come il male assoluto. Per me rimane il male assoluto, coloro i quali hanno contribuito a portare la Valle nel pieno di una crisi gravissima. Questo embrassons-nous ha tanto la sembianza di un'operazione per recuperare terreno elettorale, terreno che alcune forze probabilmente stanno irrimediabilmente perdendo. Penso però che avrà l'effetto contrario e per alcuni potrebbe essere politicamente fatale. Quindi è un'operazione che non mi interessa, quello che invece credo sia ormai irrinunciabile è la costruzione di un percorso alternativo allo stato di cose presente, radicale e netto nelle proposte, aperto e partecipato”.

Preferisce infine non esprimersi Pour notre Vallée (che eppure è rappresentata in Consiglio Valle da due ex consiglieri unionisti più uno che era stato candidato in quella lista ma non è mai entrato nel gruppo e ha quale coordinatore Leonardo La Torre, anch’egli eletto sotto l’egida del leone rampante) e si è limitata dirci che guarda agli sviluppi della trattativa e non rilascia al momento dichiarazioni, attendendo la sua conclusione.

Bobine.tv