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L'Angolo del Lettore - Tor e 4k "Due competizioni, una scelta sbagliata, un'assurdità, un errore"

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo

"Da anni la mia famiglia 'partecipa' al Tor des Géants. Ha iniziato mio papà, oggi ottantenne, aprendo la casa dei nonni nell'alpeggio di Gouglias, a Fontainemore, situato ai piedi del Mont Mars, al termine della discesa durissima dal rifugio Coda.

Il primo anno era salito da solo, con un po' di caramelle e qualche bottiglia di coca-cola, da offrire a chi passava davanti alla nostra casa. Al ritorno ci aveva raccontato che era stato bellissimo incontrare gente di ogni nazionalità, scambiare un sorriso e dire una parola di incoraggiamento a chi arrivava lì stanco, stremato e un po' frastornato. Gli luccicavano gli occhi!

A partire dal 2011 e fino allo scorso anno siamo saliti anche noi, io e mio marito, mia sorella e mio cognato, i nostri figli e tanti amici, per darci il cambio e fare in modo che ad ogni ora del giorno e della notte ci fosse qualcuno ad aspettare, ad accogliere, a tenere la luce accesa, a offrire un pezzetto di cioccolato o un sorso di tè, a mettere una coperta sulle spalle di chi arrivava infreddolito.

Il Tor per noi è diventato un appuntamento fisso, un evento da celebrare, un'occasione per far festa con gli amici che salivano per il pranzo del martedì, il giorno di maggior passaggio dei trailers, che venivano accolti con canti, battimani e sorrisi. E' stato emozionante vedere uomini e donne sconosciuti, con i quali spesso era difficile comunicare se non a gesti, felici di trovare qualcuno ad aspettarli, sentirsi dire 'Grazie!' con il cuore per un po' d'acqua e due acini di uva.

Ci sono stati momenti indimenticabili, come la notte in cui, sotto una pioggia fredda e insistente, ho visto comparire in lontananza, e poi spegnersi, la luce di un frontalino e con apprensione ho aspettato con l'ombrello aperto finché è arrivata davanti a me una ragazza cinese, bagnata fradicia, con una brutta escoriazione ad una gamba, che ho fatto entrare in casa un momento per ripulirsi alla bell'e meglio e asciugarsi un po': prima di ripartire mi ha abbracciata con le lacrime agli occhi.

O come quando, sempre di notte, dal buio è sbucato il medico che ha fatto nascere mio figlio!

O ancora le volte, e sono state tante, in cui nei volti stravolti dalla fatica abbiamo riconosciuto persone che non vedevamo da tempo e con cui avevamo condiviso un momento della nostra vita: ex alunni miei, clienti del ristorante di mia sorella, antichi amici persi di vista e ritrovati grazie al Tor.

Sono anche nate delle nuove amicizie, soprattutto con alcuni concorrenti francesi e inglesi, con i quali durante l'anno ci sentiamo per mail e che mi chiedono notizie di papà, che nel frattempo ha peggiorato le sue condizioni di salute, ma non per questo ha rinunciato a salire almeno qualche ora a Gouglias. Quando mesi fa è arrivata la notizia che da quest'anno ci sarebbero state due competizioni non ci volevamo credere. Ci è sembrata un'assurdità, una scelta sbagliata, un errore: 'Ma perché ' ci siamo detti ' una manifestazione così bella, così sentita, che ha coinvolto così tanto la popolazione e che ha permesso alla Valle di presentarsi al mondo con le sue montagne e la sua gente nel migliore dei modi, deve essere stravolta' Perché fare due gare, in tutto e per tutto simili, nel giro di pochi giorni' Perché spendere tanti soldi, non solo per l'organizzazione, ma anche per questioni legali quando si potrebbe guardarsi negli occhi e trovare un accordo'' Abbiamo creduto che si sarebbe arrivati ad una soluzione condivisa, abbiamo sperato nell'intelligenza, nel buon senso e nel senso di responsabilità di ognuno, soprattutto di chi ci amministra e dovrebbe più di ogni altro avere a cuore la Valle d'Aosta e la sua immagine. Abbiamo sperato, invano, che la passione per la montagna e il forte spirito di collaborazione che fanno parte della nostra identità collettiva avessero la meglio sulle diatribe e sui contrasti, sui personalismi, la presunzione e i puntigli di qualcuno. Quando è stato chiaro che le gare sarebbero state due ci siamo chiesti cosa fare, per quale trail salire alla casa dei nonni, perché per motivi di lavoro ci è impossibile essere presenti a entrambe le competizioni. Abbiamo amici e conoscenti che gareggiano nel 4K, altri nel Tor, ci dispiace 'privilegiare' qualcuno e 'trascurare' qualcun altro. Con amarezza e un pizzico di tristezza abbiamo quindi deciso che la casa dei nonni quest'anno rimarrà chiusa, in attesa che si metta giudizio e l'anno prossimo si faccia un'unica gara, che ci permetta di rinnovare quei vincoli di amicizia e solidarietà, propri delle genti di montagna, che in questi anni il Tor des Géants ci aveva permesso di condividere e di riscoprire. Tuttavia oggi pomeriggio non ho potuto fare a meno di salire a Gouglias, per affiggere sulla porta di casa un messaggio di scuse e di augurio per i trailers e per accendere la luce del balcone: è poca cosa, ma mi piace pensare che nelle notti del 4K e del Tor quella luce faccia compagnia e coraggio a chi viene da lontano".

Chiara Minelli