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Politica e Istituzioni

Minelli e Bertin garantismo da Grande Fratello?

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La presunzione di innocenza è un principio fondamentale di tutte le democrazie occidentali. Secondo il nostro ordinamento giuridico l'imputato, anche se soggetto a misure cautelari che possono limitarne a libertà (carcerazione preventiva o arresti domiciliari) è innocente fino al terzo grado di giudizio.

Questo principio cardine del Diritto è sancito dalla nostra Costituzione, e fu reintrodotto dopo la caduta del fascismo. 'L'imputato non deve dimostrare la sua innocenza, ma è compito degli accusatori dimostrarne la colpa: l'onere della prova spetta alla pubblica accusa, rappresentata nel processo penale dal pubblico ministero'.

Partendo da tali presupposti, è quanto mai inopportuno definirsi 'Garantisti' e poi emettere una sentenza di colpevolezza, anche se per fatti gravi, che restano comunque presunti fino alla sentenza definitiva, in presenza dell'apertura di una inchiesta.

Ma tale atteggiamento è stato attuato nella mozione presentata da Chiara Minelli e Alberto Bertin, Rete Civica – Alliance Citoyenne, con cui chiedono le dimissioni del Consigliere Rollandin dalla carica di Vice Presidente del Consiglio Valle.

Senza entrare nel merito dell'opportunità che l'esponente unionista abbia questa carica, che sarà oggetto di discussione domani o giovedì dal Consiglio Valle, è interessante analizzare il contenuto della mozione.

“Nell’inchiesta dei giudici di Torino è più volte citato l'attuale Vicepresidente del Consiglio regionale Augusto Rollandin, che appare in situazioni ripetute di dimestichezza, frequentazione, condiscendenza con esponenti arrestati nell'ambito dell'inchiesta sulla presenza della 'ndrangheta in Valle d'Aosta. - Si legge nella mozione - Emerge, da quanto riportato nell'ordinanza sopraccitata, che alcuni dei principali associati alla “locale” di 'ndrangheta di Aosta, Marco Di Donato, Antonio Raso e Nicola Prettico, sono in costante contatto con Rollandin.

Di fatto con queste parole i due consiglieri hanno già emesso due sentenze: la prima contro i signori Di Donato, Raso e Prettico ritenuti colpevoli di essere esponenti dell 'ndrangheta valdostana, la seconda è che Augusto Rollandin, fosse a conoscenza di tale fatto e che abbia interagito con loro, per ottenerne vantaggi.

“Il nome di Rollandin compare inoltre frequentemente e in situazioni imbarazzanti in varie circostanze descritte dall'Ordinanza del Tribunale di Torino, così come riportato dai giornali”. Scrivono sempre Bertin e Minelli nella mozione.

Questa mozione è stata presentata alla stampa il 22 febbraio in cui la Consigliere Minelli ha dichiarato: “Non ho letto le 920 pagine dell'inchiesta ma solo gli articoli di stampa”.

A nostra precisa domanda su come fosse possibile definirsi garantisti e poi chiedere le dimissioni dalla carica, non in virtù di una sentenza ma di un'inchiesta in cui Rollandin non è neanche inquisito, la stessa Minelli sottolineava che pur essendo garantista, (?), riteneva questa la scelta più giusta in virtù di quanto apparso sui giornali.

Questa mozione, basata solo su quanto appreso dai giornali, è degna di uno Stato di Diritto, o di una repubblica basata sul televoto del Grande Fratello?

Fabio Marongiu