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Les Mots - Pippo Baudo: “La tv della D’Urso non mi piace. Torniamo a puntare sulla qualità”

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La televisione é stata una fortuna per l’Italia, ha contribuito a farla rinascere, e ad accrescere il livello culturale della popolazione del secondo dopo guerra, ma ora non mi aggrada più. Barbara D’Urso che oggi la rappresenta, non mi piace

Con queste parole Pippo Baudo, l’ospite più atteso di questa edizione di Les Mots, ieri a intrattenuto per quasi due ore il numeroso  pubblico sotto il tendone,  ha aperto così il suo intervento. 

É anche colpa dell’attuale qualità dei programmi televisivi, se oggi si é così intellettualmente, e non solo economicamente impoveriti. Ora tutto é basato sull’improvvisazione, manca la professionalità delle figure che stanno dietro le quinte, ad iniziare dagli autori. Dobbiamo tornare ad investire sulla qualità dei programmi e delle persone che la fanno”

Pippo Baudo, poi ha ripercorso, con un velo di malinconia ma senza cadere mai nello sconforto, la storia degli ultimi 50 anni del paese, attraverso evoluzione della televisione italiana.

La mia carriera é legata al Festival di Sanremo, ne ho condotti 13. Il Primo fu nel 1968, l’anno seguente al suicidio di Luigi Tenco, serviva una persona che sostituisse Mike Buongiorno per scardinare la ‘liturgia della manifestazione’. La morte del cantante scioccò tutti e i vertici della Rai non potendola ignorare dovettero creare qualcosa di diverso, riproporre lo show come negli anni passati sarebbe stato irrispettoso verso gli italiani.

Accettai la sfida, la vinsi. Sconfissi soprattutto la paura dell’esordio su quel palco grazie al sostegno morale di Paolo Limiti, che in quell’anno partecipò al festival come autore del ‘Mare del Silenzio’, e nonostante un funzionario , che a pochi minuti dal via, mi disse ‘Se stasera sbagli la tua carriera é finita”.

Baudo ha poi ricordato i suoi grandi colleghi - Sono l’ultimo dei grandi presentatori di quel periodo, é stato un onore calcare il palco e confrontarmi con professionisti incredibili come Corrado, Enzo Tortora, Raimondo Vianello e Mike Buongiorno. Avevamo tutti dei caratteri molto forti ed ognuno aveva le proprie caratteristiche.

La rivalità con Mike Buongiorno c’era, ma ci siamo sempre rispettati. Negli ultimi anni poi diventammo anche grandi amici. Attualmente vedo tre grandi professionisti in questo campo, Paolo Bonolis, Carlo Conti e Fiorello.Proprio quest’ultimo fu il mio più grande errore di valutazione.

Lo provinai per una edizione di Fantastico, gli chiesi un monologo di 10 minuti, ne fece uno di 40, non lo presi per quello, me ne pento ancora adesso.

Nella mia vita ho sempre ricercato personaggi nuovi, una delle prime scoperte fu Beppe Grillo in un locale di Milano, abbiamo lavorato insieme, ancora lo stimo come comico e sono contento che sia tornato a fare i suoi spettacoli. Sul lato politico non voglio commentare le sue scelte. 

Rimpiango ancora Massimo Troisi, un uomo che nonostante la malatia, amava il suo lavoro, la sua morte al termine delle riprese del film ‘Il Postino’ é stata uno dei momenti piu emozionalmente difficili della mia vita. 

Ho sempre rispettato tutte le donne che hanno lavorato con me. Con nessuna di loro, sono mai voluto andare oltre amicizia, é stata una scelta etica che rivendico con fierezza.

Tra le soubrette che ho lanciato sicuramente tre hanno un posto speciale nei miei ricordi: Heather Parisi, Lorella Cuccarini e Alessandra Martinez, grandi donne e grandi professioniste, dal carattere forte, tra loro c’era una grande rivalità. 

Il modo di far televisione é cambiato dobbiamo pretendere un ritorno alla qualità, non dobbiamo vivere nei ricordi bisogna comunque guardare al futuro con ottimismo”.

 

 

FM