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Impugnata la legge regionale sull’ubanistica dallo Stato

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Il Consiglio dei ministri ha impugnata in data 27 giugno, davanti alla Consulta della legge numero 5 del 29 marzo 2018, riguardante 'Disposizioni in materia di urbanistica e pianificazione territoriale. Modificazioni di leggi regionali'.

Secondo lo Stato la normativa regionale ”riduce i livelli di tutela ambientale stabiliti dal legislatore statale" i casi, previsti dalla normativa della Valle d'Aosta, "esclude dalla verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale strategica (vas) con ciò violando la competenza esclusiva" riconosciuta allo Stato dalla Costituzione.

“I casi di esclusione previsti dalla norma regionale riguardano adeguamenti di limitata entità, imposti da esigenze tecniche, della localizzazione delle infrastrutture, degli spazi e delle opere destinate a servizi pubblici o di interesse generale. Ma anche la destinazione a specifiche opere pubbliche o servizi pubblici di aree che il Prg vigente destina ad altra categoria di opere o di servizi pubblici".Alle medesime conclusioni si giunge altresì" per le "varianti non sostanziali", scrive il governo. "La disciplina della Vas - ricorda il Consiglio dei ministri citando la giurisprudenza costituzionale - attiene alla materia 'tutela dell'ambiente' (sentt. nn. 225/2009 e 398 del 2006), nella quale la competenza dello Stato non è limitata alla fissazione di standard minimi di tutela ambientale, ma deve, al contrario, assicurare una tutela 'adeguata e non riducibile' (sent. n. 61 del 2009)". 

Il secondo profilo contestato nell'impugnativa riguarda l'elenco di "interventi edilizi consentiti in mancanza di strumenti attuativi dei Prg, che non coincidono con quelli individuati" dalla norma statale (art. 9 del d.P.R. 6 giugno 2001, n.380), che "stabilisce puntualmente quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria oltre che di restauro e di risanamento conservativo e di ristrutturazione edilizia sono consentiti nei comuni sprovvisti di strumenti urbanistici nonché nelle aree nelle quali non siano stati approvati gli strumenti urbanistici attuativi previsti dagli strumenti urbanistici generali come presupposto per l'edificazione". Nella legge regionale vi sono "alcuni interventi di cui non si rinviene corrispondenza nella norma statale citata". 

"Il paesaggio, l'ambiente e i beni culturali", sottolinea il governo, sono "posti a presidio di valori di chiaro rilievo costituzionale essendo volti ad impedire interventi suscettibili di compromettere l'ordinato uso del territorio e determinare la consumazione del suolo nazionale" in tutte le regioni italiane. In caso contrario si verrebbero "a creare evidenti ingiustificate differenziazioni collegate ad ambiti territoriali" tra quelle a Statuto ordinario e le Autonomie speciali. 

E' la seconda impugnativa di leggi regionali della Valle d'Aosta, quest'anno, da parte del governo. Il 7 giugno scorso era toccato alla numero 3 del 20 marzo 2018, riguardante la valutazione dell'impatto ambientale (Via) di alcuni progetti pubblici e privati (contro questa decisione la giunta regionale si è costituita in giudizio nella seduta del 2 luglio).