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Politica e Istituzioni

Governo Conte Bis - Lanièce "Una fiducia condizionata"

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Incassata la fiducia alla Camera dei Deputati, con 343 sì e 263 no, il governo Conte bis è oggi al giudizio del Senato, dove è in corso il dibattito generale sulla fiducia. Fiducia che arriva però condizionata anche da parte del senatore valdostano Albert Lanièce.

"Negli ultimi tempi - ha detto il Senatore nel suo intervento in aula - quando si parla di Autonomia differenziata, tema attualissimo e riferito alla richiesta di alcune Regioni ordinarie di avere più competenze, si tende a fare confusione e a ricomprendervi anche le realtà regionali a Statuto speciale. Queste sono entità decisamente diverse, che la genialità dei nostri Padri costituenti ha voluto inserire in Costituzione quale strumento indispensabile per poter vivere territori difficili e impegnativi come la montagna, la Grande Montagna, il Tetto d’Europa. La specialità della Valle d’Aosta, basata su ragioni linguistiche, territoriali, geografiche e storiche, non è un vezzo per sentirsi superiori, né certo un privilegio. È invece fondamentale per noi valdostani, per poter continuare a esercitare la nostra Autonomia con leggi particolari, in una amministrazione il più possibile allineata alle nostre esigenze, spesso molto impegnative, e tutto questo per poter permettere al nostro Popolo di continuare a vivere ancora, nel modo più dignitoso le nostre valli".

Un programma che fa riferimento alle minoranze linguisrtiche e alle Autonomie speciali

"Quindi il riferimento nel programma, breve ma chiaro, alla salvaguardia e alla valorizzazione delle minoranze linguistiche e delle Autonomie speciali – e che non c’era nel programma del precedente Governo, sottolineo – ci fa particolarmente piacere. Noi abbiamo esigenze importanti, come la ricostituzione in tempi rapidi della Commissione paritetica, la salvaguardia del nostro meraviglioso ambiente, l’ammodernamento delle infrastrutture e della ferrovia, il rilancio del turismo, del commercio e dell’industria e la possibilità di mantenere un welfare di qualità, tenendo conto che in montagna i costi aumentano, in media, del 30%; ma anche la necessità di rivedere, anziché abolire, il versamento allo stato del sovra gettito Imu, tassa comunale che invece dovrebbe restare nelle disponibilità dei Sindaci. L’elenco completo sarebbe lungo, che si può sintetizzare in un’attenzione alle politiche della montagna. Sostenerne l’agricoltura, sempre più legata a logiche comunitarie e che spesso si traducono in difficoltà organizzative; sostenere i nostri piccoli Comuni e i loro Sindaci, spesso veri e propri eroi del territorio".

"Alla luce di queste richieste - ha concluso Lanièce -  ho sottolineato a mia volta la necessità di far ripartire il Paese al più presto, confermando il mio atteggiamento positivo verso questo nuovo Esecutivo, anche per la sua linea chiaramente europeista; una fiducia che ho ben ponderato, che sarà però rinnovata soprattutto in occasione della Legge di Bilancio, qualora vi siano delle ricadute concrete per il territorio. Buon lavoro".

g.p.