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Gambero Rosso - Assegnati i "Tre bicchieri" a sei vini valdostani

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Come ogni anno il Gambero Rosso premia la qualità dei vini italiani con i "Tre Bicchieri" e questa mattina ha anticipato quelli che andranno alla Valle d'Aosta, in totale sono sei:

  • Valle d'Aosta Chambave Moscato Passito Prieuré ’15 - La Crotta di Vegneron
  • Valle d'Aosta Chambave Muscat Flétri ’15 - La Vrille
  • Valle d'Aosta Cornalin ’16 - Rosset Terroir
  • Valle d'Aosta Nebbiolo Sommet ’15 - Les Crêtes
  • Valle d'Aosta Petite Arvine ’16 - Elio Ottin
  • Valle d'Aosta Pinot Gris ’16 - Lo Triolet

"Solo negli ultimi anni la coltivazione della vite - scrive Gambero Rosso -  con successiva vinificazione delle uve, e la vendita del prodotto finale in bottiglia permette a qualche viticoltore valdostano di vivere bene. Per molto tempo gli unici vini regionali reperibili nelle enoteche, anche in provincia di Aosta, provenivano da una delle numerose cantine cooperative o dall'Institut Agricole Régional, centro di sperimentazione viticolo e scuola dove sono stati formati numerosi produttori locali. A lungo la cooperazione è stata una necessità. In un territorio così difficile e impervio dove oggi lo spazio dedicato alla vite è di soli 400 ettari, la proprietà è stata storicamente molto frammentata, con susseguente difficoltà per le singole famiglie a trarre reddito dal vino. Ancora oggi molti vignaioli lo sono solo part-time e la dimensione delle cantine non supera le 30mila bottiglie all'anno, con molte realtà che non arrivano a 15mila unità. Numerose sono ancora le aziende che non sottopongono i loro vini al giudizio della critica, perché si trovano senza vino al momento delle degustazioni. Lo stesso Costantino Charrère, proprietario di Les Crêtes, la più grande azienda privata della Valle con una produzione odierna pari a 180mila pezzi, è stato a lungo insegnante".

Una Regione che produce vini sempre migliori con punte che rappresentano l'apice dell'enologia italiana  "Malgrado le dimensioni ridotte dei vigneti e delle cantine, la Valle d'Aosta produce vini sempre migliori, con punte che, nelle loro tipologie, rappresentano l'apice dell'enologia italiana. Dopo qualche anno di appannamento qualitativo i player più importanti dello scacchiere vinicolo della Valle hanno ripreso a lavorare con più convinzione e più continuità e quindi la qualità media dei vini regionali è cresciuta di colpo. Infatti la produzione delle cantine sociali regionali si attesta quasi sulla metà della produzione totale".

A raggiungere il massimo dei riconoscimenti è ancora una volta La Crotta di Vegneron e "A guidare la buona schiera degli ottimi vini valligiani troviamo ancora le solite cantine private - conclude - in questo panorama giocoforza ristretto è difficile scoprire e valorizzare nuove realtà. Tra i premiati di quest'anno ci sono nomi noti, ma con nuove etichette. Tra le novità, ad esempio, abbiamo assaggiato un grande Cornalin - vitigno autoctono ancora raro ma già ricco di promesse - prodotto dalla famiglia Rosset e soprattutto un Nebbiolo proposto per la prima volta da Costantino Charrère, che viene a ricordarci come il Sud della regione e in particolare la zona di Donnas possa dire la sua riguardo al nobile vitigno".

La Redazione