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Economia e Lavoro

Ferrovia - Slitta a settmbre la messa in servizio dei Treni Bimodali

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Nella odierna adunanza del Consiglio regionale si è tornato a parlare della prossima messa in servizio dei Treni Bimondali, che renderanno possibile un collegamento diretto da Torino ad Aosta, evitando il cambio di mezzo ad Ivrea.

L'Assessore ai trasporti, Luigi Bertschy, ha comunicato che "nella prima settimana di agosto ci sarà un sopralluogo di Trenitalia, la società che utilizzerà i treni, dopodiché potrà essere effettuata la corsa-prova sulla linea. Dalle rassicurazioni giunte da Trenitalia, contiamo che a settembre 2019 i primi tre treni bimodali possano circolare sulla tratta valdostana. C'è un costante presidio della situazione e tutti i soggetti interessati stanno lavorando in sinergia per dare corso a questi contratti.

I 5 treni non risolveranno il problema della linea nell'immediato, perché oggi la linea è presidiata con 9 treni. Per quanto riguarda l'utilizzo dei treni bimodali, Trenitalia dovrà consegnare gli ulteriori treni e la Regione ha una commessa per altri bimodali che andrà valutata, però, tenendo conto del progetto di elettrificazione della linea.

La società Stadler avrebbe dovuto consegnare il primo treno bimodale nel maggio 2018 e completare la flotta dei 5 treni acquistati dalla Regione con il mese di settembre 2018. L'iter per giungere all'autorizzazione di messa in servizio (AMIS) ha richiesto delle tempistiche notevolmente superiori a quelle ipotizzate dalla società in sede di offerta: modifiche normative nei procedimenti per il rilascio della AMIS a seguito dei gravi incidenti ferroviari del 2016, che hanno indotto la Regione a concedere un proroga dei tempi contrattuali; sulla mancata messa a disposizione, invece, da parte del gestore dell'infrastruttura, delle tracce per l'esecuzione delle prove in linea, la Regione ha rigettato la richiesta di proroga non rientrando tra le motivazioni ammissibili ai sensi del contratto; infine, a luglio 2019, Trenitalia Spa segnalato la necessità di implementare sui treni delle modifiche che ritiene necessarie per la loro gestione sulla base delle proprie procedure standard, ma la Regione ritiene che l'implementazione, su un treno che l'Autorità di sicurezza competente ha già autorizzato all'immissione in servizio, di modifiche finalizzate a recepire non norme di legge ma disposizioni interne ad una singola impresa ferroviaria, debba essere a carico dell'impresa ferroviaria stessa e non debba impattare sulle tempistiche di immissione in servizio dei treni.»

la quantificazione complessiva potrà avvenire solo dopo la consegna dei rotabili.  Il contratto stipulato con Stadler prevede una serie di penali connesse a possibili inadempimenti contrattuali, che ammontano: per i primi tre mesi di ritardo la pena raggiunge complessivamente l'importo di 649 mila 953, euro, mentre per i mesi successivi è pari a 43 mila 130 euro per ogni treno, per ogni 15 giorni di ritardo successivi ai tre mesi iniziali".