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Politica e Istituzioni

Discarica di Chalamy - Alpe e Uvp "È giunto il momento di fare chiarezza e mettere un punto a capo".

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"Siamo certi che questa volta la partecipazione di tutti gli attori convocati alle riunioni della conferenza dei servizi insieme al Comitato "La Valle non è una discarica" - che Alpe e UVP ringraziano per l'impegno - sarà assidua, competente e finalizzata ad assumere le migliori decisioni nell'esclusivo interesse della comunità" così i movimenti Alpe e Uvp in merito alla prossimo incontro del Governo Regionale con il Comitato "La Valle non è una discarica" e alla conferenza dei servizi organizzata per il prossimo 21 novembre al fine di affrontare la questione delle discariche di inerti di Issogne e Aymavilles.

Alpe e Union Valdôtaine Progressiste ribadiscono "La necessità di rivalutare a fondo le decisioni prese in altri tempi e in un diverso contesto politico, in merito alla discarica di Chalamy sul territorio di Issogne ed esprimono soddisfazione per le azioni concrete già messe in atto dall'assessore Chatrian e dagli eletti in Consiglio regionale, anche in riferimento all'accoglimento della proposta di Legambiente di adeguare al rialzo l'ecotassa per le discariche attualmente eccessivamente bassa in Valle".

Il momento giusto per voltare pagina "A tale proposito, i due movimenti, interrogandosi sul significato e sulle motivazioni alla base della scelta operata nel 1995 di installare sul fragile territorio valdostano una grande discarica destinata allo stoccaggio di rifiuti provenienti in gran parte dall'esterno, ritengono che sia giunto il momento di fare chiarezza e mettere un punto a capo".

Una Regione ecosostenibile "Alpe e Uvp, che da sempre sostengono l'esigenza di una riconversione della nostra regione in senso ecosostenibile, rilevano con favore che, tra i cittadini e tra gli amministratori locali, sia andata crescendo una nuova e diffusa sensibilità alla qualità e al rispetto dell'ambiente, che sta portando il territorio ad assumere posizioni e a portare avanti battaglie impensabili fino a pochi anni fa, tenuto conto che per la stessa discarica di Issogne l'iter autorizzativo si è concluso nel 2014. Oggi, nel 2019, i sindaci chiedono di poter scegliere consapevolmente sulla vocazione e sull'utilizzo del loro territorio, andando, se del caso, anche a capovolgere decisioni assunte in tempi passati a seguito di iter decisionali a cui hanno partecipato anche i loro predecessori, nel momento in cui queste si rivelino, ad un attento esame, controproducenti, se non addirittura dannose, per la popolazione e per l'ambiente".