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Comuni e Territorio

Courmayeur - La replica di Parasacco Laurora e Bruno al nostro articolo

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A seguito della pubblicazione dell'articolo dal titolo "Courmayeur - Bruno Sky Sport - Durante il Giro non c'era un albergo o una pizzeria aperta. Ma la dichiarazione è falsa" del 22 giugno 2019, pubblichiamo la replica dell'Assessore al Turismo di Courmayeur, Ivan Parasacco, e dei protagonisti dell'evento citato nell'articolo, dott. Alberto Laurora, e il giornalista Giovanni Bruno.

L’Amministrazione comunale di Courmayeur, a seguito della pubblicazione dell’articolo dal titolo “Courmayeur - Bruno Sky Sport - Durante il Giro non c'era un albergo o una pizzeria aperta. Ma la dichiarazione è falsa” del 22 giugno 2019, , chiede cortesemente di pubblicare, in replica a quando contenuto nell’articolo, le seguenti dichiarazioni e precisazioni. Le stesse sono state richieste dell’Assessore al Turismo di Courmayeur, Ivan Parasacco, e dai protagonisti dell’evento citato nell’articolo.

“Evidenzio il mio rammarico - spiega l’assessore al Turismo di Courmayeur, Ivan Parasacco - per un articolo che ritengo poco oggettivo e che sembra voler screditare gratuitamente un evento che nel corso del week end appena concluso ha portato tanto buono sport sul nostro territorio. Preciso, inoltre, che non si trattava del secondo Top Event, come erroneamente descritto.

Rispetto alla mia presenza alla serata del 22 giugno al Jardin de l’Ange, ho portato con piacere, a nome dell’Amministrazione comunale, il saluto alla platea e ai protagonisti del talk con cui abbiamo creato una bella collaborazione. Spiace che il redattore dell’articolo si sia lasciato andare a commenti del tutto personali rispetto alla mia presenza all’evento (cit. “presumibilmente senza sentire nulla”) così come a quella dei colleghi di Giunta e Consiglio. In Giunta ogni assessore presenzia agli eventi di competenza, così come consuetudine in ogni istituzione e come accaduto più volte per altri eventi. I commenti contenuti nell’articolo rimangono quindi inopportuni, poiché partecipare ai diversi eventi sul territorio è una scelta libera, che dipende anche da impegni previsti o imprevisti di ogni componente del Consiglio e della Giunta. Non sempre è possibile la compresenza di più amministratori per naturali e ovvi motivi ”.

Alberto Laurora, organizzatore dell’evento, aggiunge: “Mi spiace come sia stato strumentalizzato l’appuntamento serale del 22 giugno, organizzato nell’ambito della gara che da anni ho il piacere di organizzare, e che ha visto protagonista il noto giornalista Giovanni Bruno. Il Giro d’Italia è stato un evento unico, grandissimo, come ho avuto modo di evidenziare sia privatamente che pubblicamente al Sindaco e a tutti i componenti del tavolo del Giro e alle diverse rappresentanze del territorio. L’evento ha messo in campo tante belle sinergie, tanta disponibilità da parte di tutti, un bel esempio di collaborazione positiva. Un lavoro che è sfociato in un bellissimo risultato che ora va capitalizzato per continuare a crescere. In questo senso abbiamo dato per assodato che è stato fatto un buon lavoro e, come si fa quando si vuole crescere, nel corso del Talk Ciclismo e Giro d'Italia, abbiamo cercato di capire cosa migliorare per alzare ulteriormente “l’asticella”. Il redattore dell’articolo invece ha mal interpretato tali dichiarazioni, non rappresentando di fatto il senso della riflessione stessa e descrivendo infelicemente l’appuntamento, seguito e amato da molti, riducendolo ad “una brutta pagina della storia di Courmayeur”, commento che non condividiamo affatto e che non mette a valore gli sforzi e le sinergie che si celano dietro ogni evento e alle persone che vi lavorano per far crescere il territorio”.

Giovanni Bruno, giornalista di Sky, in merito alle proprie affermazioni riportate nel citato articolo, tiene a precisare: “sono rammaricato che una frase riferita dal sottoscritto nel corso di una riflessione molto più ampia, incentrata su aspetti legati a come capitalizzare sul territorio eventi sportivi, tra cui le ricadute del Giro D’Italia, sia stata travisata. Ho casa a Courmayeur da 15 anni, amo questo territorio, e quella frase era riferita semplicemente ad un fatto personale che ho riportato: il venerdì sera prima dell’arrivo di tappa avevo chiamato alcuni ristoranti che frequento solitamente e che ho trovato chiusi. A una semplice frase decontestualizzata si è data eccessiva enfasi, non rappresentando un pensiero che era molto semplice, e cioè che in occasione di grandi eventi ognuno deve mettere in campo uno sforzo maggiore, semplice riflessione forse un po’ strumentalizzata”.