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Corte dei Conti - Entro 90 giorni la sentenza sulla vertenza del finanziamento al Casinó

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Si é conclusa l’udienza odierna alla Corte dei Conti di Aosta, sui 140 milioni di fondi regionali erogati al Casinò di Saint-Vincent tra il 2012 e il 2015, che vede imputati 21 tra Consiglieri regionali ed ex, chiamati in prima persona a risarcire la somma erogata. Iniziata alle 10 e interrotta solo da una breve pausa prima delle 13, la discussione tra le parti è durata poco più di cinque ore. 

La sentenza è attesa a settimane. Per il deposito del provvedimento il collegio, composto dal presidente Pio Silvestri, Paolo Cominelli e Alessandra Olessina ha come termine ultimo non perentorio 60 giorni, a cui si sommano i 30 giorni di pausa estiva ad agosto. 

Secondo il procuratore regionale, Roberto Rizzi, negli anni è stata concessa alla casa da gioco una "mole di denaro che supera l'umana comprensione" e che ha "sottratto fondi ad attività almeno altrettanto importanti". Più in generale, il Casinò è un "fenomeno complesso che va di pari passo con la storia della Valle d'Aosta, ma si registra una sorta di anestetizzazione dei meccanismi di salvaguardia dell'attività amministrativa".

Dei 21 imputati, attualmente 11 hanno cariche elettive, il Senatore Albert Lanièce e 10 Consiglieri, l’intero gruppo di Stella Alpina - Pour Notre Valle, Pierluigi Marquis, Stefano Borello, Antonio Fosson e Claudio Restano, 5 dei sei eletti di Union Valdôtaine Augusto Rollandin, Mauro Baccega, Luca Bianchi, Renzo Testolin e Joël Farcoz ed Emily Rini che attualmente milita nel Gruppo Misto di maggioranza. 

Una eventuale condanna di primo grado non comporterebbe l’interdizione dai pubblici uffici, ossia la decadenza dalla carica elettiva, che scatterebbe solo in caso di condanna di secondo grado, nel caso in cui i condannati non rifondessero in modo totale il danno erariale provocato. 

 

FM