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Politica e Istituzioni

Consiglio Valle - Al via l'iter per la nuova legge elettorale

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E' iniziato questa mattina in Consiglio Valle, la discussione che nel tardo pomeriggio dovrebbe portare al varo della nuova legge elettorale per il rinnovo dell'assise. Tutte le forze politiche sembrano convergere sulla necesità di confermare lo scruitino centralizzato, mentre sul numero di preferenze e sulla rappresentanza di genere si sono notati alcuni distinguo.

La magior parte delle forze politiche rappresentate in consiglio, propende per la preferenza unica, in modo da garantire una maggiore garanzia nell'intracciabilità del voto. Contro tale ipotesi si è espressa Daria Pulz di ADU, che vorrebbe la doppia preferenza di genere per garantire maggiore rappresentanza per le donne.

Il Capogruppo di RC-AC, Alberto Bertin, nell'illustrare il testo di legge, ha ricordato che “l'introduzione della preferenza unica non è nuova nel dibattito regionale. La preferenza unica, pur in presenza di inevitabili difetti, è il modo migliore per avere un voto più "pulito", nel quale ogni elettore si assume le proprie responsabilità. Con questa scelta vengono eliminate le famigerate "cordate elettorali" e si introduce un elemento di rottura rispetto alle pratiche che abbiamo vissuto negli ultimi decenni. Riguardo allo scrutinio centralizzato, la sperimentazione ha dato esito positivo e quindi vogliamo renderlo definitivo” .

La Presidente della prima Commissione, Patrizia Morelli, ha ripercorso l'iter di questo testo di legge, in particolare dal dicembre 2018, “quando si è deciso di trattare un testo congiunto delle due proposte. Il provvedimento che analizziamo oggi ha obiettivi chiari, pochi ma qualificanti, ovvero garantire la segretezza voto, riequilibrare le liste e favorire la partecipazione democratica. Per quanto attiene la segretezza, in prima battuta, si è optato per la preferenza unica e lo spoglio centralizzato; successivamente, abbiamo ritenuto di dover procedere all'approfondimento dell'introduzione del voto elettronico. Quello di oggi è un testo di messa in sicurezza, che mantiene l'impegno assunto dalla prima Commissione di licenziare la legge entro mese di febbraio.”

Il Capogruppo del Movimento 5 Stelle, Luciano Mossa, ha ricordato: “La Commissione, allora presieduta dal collega Luboz, ha dapprima accordato priorità al contrasto del controllo del voto; poi, anche alla luce dell'operazione Geenna, i Commissari hanno lavorato per concludere in tempi brevi tutti i tecnicismi della proposta di legge Bertin-Mossa,  senza distogliere lo sguardo dalla fondamentale azione combinata della preferenza unica e dello spoglio centralizzato, al fine di lanciare un forte segnale di contrasto alle infiltrazioni mafiose”.

Il Consigliere della Lega VdA, Diego Lucianaz, ha affermato: "A livello personale, non posso esprimere soddisfazione per la scelta dello spoglio centralizzato: democratico come sono credo nel voto palese. Per lo spirito di libertà che dovrebbe essere insito in ogni elettore, il voto elettronico è una mezza sconfitta, ma questa è la realtà. Ringrazio tutti coloro che si sono adoperati in questo lavoro e siamo pronti a proseguire negli approfondimenti, volti a migliorare questa legge che resta incompleta, in quanto dovremo ancora affrontare il nodo della governabilità e della proposta del voto elettronico."

Il Consigliere Luca Bianchi, annunciando il voto favorevole del gruppo UV, ha tenuto a motivare l'astensione in Commissione, "in quanto il nostro Movimento non ci aveva dato mandato di votare questo provvedimento, essendo in corso approfondimenti. Sottolineo due aspetti di questa legge: il primo è il passare da quattro ad otto centri di spoglio per facilitare le operazioni; il secondo è l'introduzione del voto elettronico che deve dare la trasparenza e sicurezza; ma per voto elettronico noi intendiamo quello in cabina, nei singoli Comuni. Per quanto attiene la preferenza unica, rilevo la facilità di essere eletto per un candidato residente in un Comune grande, rispetto ad uno residente in un Comune piccolo”.

Il Presidente del Consiglio, Emily Rini (GM), ha parlato di “tema delicato e importante perché si tratta di definire le regole del gioco democratico che potranno cambiare il volto della nostra regione. Subito dopo l'avvio della Legislatura avevo ritenuto presentare una proposta di legge molto semplice per la mera messa in sicurezza dello spoglio centralizzato, la cui finalità era evitare la possibilità di un controllo del voto. Il testo di legge che esaminiamo oggi è frutto di un compromesso tra posizioni molto distanti. Questo è comunque un primo passo, seguiranno altre riflessioni importanti, perché non possiamo fare finta che non ci sia la necessità di garantire stabilità al governo della nostra Regione”.

Il Capogruppo di Mouv', Stefano Ferrero, si è detto soddisfatto del lavoro svolto “perché abbiamo ottenuto il minimo sindacale. In una situazione come quella che contraddistingue la politica valdostana, non vorrei che passasse il messaggio che con questo sistema si risolva il problema del voto di scambio. Lo spoglio centralizzato e la preferenza unica possono attenuarlo, ma c'è un problema più profondo: la criminalità organizzata continuerà a controllare il voto con altri sistemi, adattandosi ai cambiamenti”.

Per il Capogruppo di UVP, Jean-Claude Daudryquesto testo non può essere banalizzato né sminuito, perché tratta di questioni che il mondo autonomista segue da anni in quest'Aula. Con questa proposta si dà forza allo spoglio centralizzato, così come si irrobustiscono tre principi fondamentali: l'universalità del voto; il principio della segretezza; il principio dell'integralità. Anche con l'introduzione del voto elettronico, che è al vaglio con questa proposta di legge, si dovranno garantire quei principi del voto che approviamo oggi con questo testo”.

Il Consigliere Claudio Restano (gruppo Misto) ha parlato “di un confronto sereno e costruttivo tra tutte le forze politiche che, in breve tempo, ha condotto alla discussione di questo testo, grazie al quale è stata aumentata la percentuale della rappresentanza di genere, è stato diminuito il numero di firme necessarie per la presentazione di quelle liste non già facenti parte del Consiglio, si sono introdotti preferenza unica e voto elettronico. A conti fatti, però, la montagna ha partorito un topolino, perché il voto sarà comunque controllabile: ci saranno ancora promesse elettorali, saranno penalizzati i giovani e i piccoli Comuni. Insomma, non c'è da cantare vittoria”.

La Consigliera di ADU-VdA Daria Pulz ha osservato che “la politica locale continua ad essere un luogo ben lontano dal dare pari peso a uomini e donne. Solo la Legislatura attuale ha migliorato un po' la situazione. Le donne stesse non si candidano perché ritengono spesso di essere meno capaci degli uomini: oggi abbiamo, quindi, bisogno di accorgimenti tecnici come l'introduzione della doppia preferenza di genere nella legge elettorale valdostana. A chi obietta che con la doppia di genere si potranno fare le cordate, diciamo che c'è una minore corruttibilità fra le donne, così come hanno maggiore senso di responsabilità rispetto alla comunità.” Ha quindi annunciato il voto contrario al testo di legge perché “siamo in emergenza democratica”.

La Consigliera Nicoletta Spelgatti (Lega VdA) ha osservato: “La legge che stiamo per licenziare introduce misure minime che dovrebbero farci riflettere sulla drammaticità di tutto quanto sta accadendo, e mi riferisco in particolare al controllo del voto, che subiamo dalla notte dei tempi. Purtroppo però con le sole norme non si cambiano radicalmente le cose; il vero cambiamento passa necessariamente attraverso una trasformazione netta della classe politica, del fare politica, ma, soprattutto, attraverso un moto d'orgoglio dei valdostani, che non devono più avere paura”.

Il Capogruppo di Stella Alpina, Pierluigi Marquis, si è detto “convinto che il voto, con l'introduzione dello spoglio centralizzato, abbia avuto garanzia di segretezza, ma ben venga se si può dare ulteriore tranquillità ai cittadini. La preferenza unica non credo incida, è una mediazione, con pro e contro, perché non va visto con favore quanto limita la libertà d'espressione dei cittadini. Apprezzo comunque lo sforzo compiuto per arrivare a questa iniziativa legislativa, pur ribadendo che questo è un cantiere aperto e devono essere affrontate puntualmente tutte le questioni, anche quelle sinora rimandate”.

Il Consigliere del M5S Luigi Vesan ha sostenuto: “La compravendita di voti e le infiltrazioni mafiose per condizionare le elezioni sono fenomeni purtroppo esistenti in Valle d'Aosta. Questa legge è un primo passo nella direzione giusta, al fine di consentire agli elettori valdostani di esprimersi liberamente”.

La Consigliera Chiara Minelli (RC-AC) ha puntualizzato: “Il sistema delle quote di lista non piace nemmeno a me, ma, da persona realista e concreta quale sono, prendo atto di una situazione di difficoltà per le donne in politica presente non solo nella nostra regione, ma in tutta Italia. Mi chiedo quali sarebbero i numeri delle elette se non ci fossero questi meccanismi per favorire la partecipazione delle donne. È necessario quindi che si ci sia un aumento delle percentuali della rappresentanza di genere nelle liste, almeno nella misura del 60/40, e che si introduca, in alternativa alla preferenza unica, una seconda preferenza di genere”.

Il Capogruppo della Lega VdA, Andrea Manfrin, ha precisato che "se ogni forza politica selezionasse la propria dirigenza sulla base delle capacità e non in base al sesso, emergerebbero solo le eccellenze indipendentemente dal genere. Suddividere l'umanità in categorie - giovani, anziani, dipendenti pubblici, uomo, donna... - va contro tutto quello che la Consigliera Pulz sostiene, ossia che siamo tutti uguali. Noi, invece, crediamo nella diversità e nell'unicità, nelle capacità e nella rappresentatività. Non siamo poi d'accordo di abbassare il limite del numero di firme per presentarsi alle Regionali perché si rischia di avere liste di disturbo. Questo testo garantirà sicuramente la necessità di rendere ancora più sicuro il voto, ma è evidente che rimangono sul tavolo altri temi, su tutti quello della governabilità".

Il Consigliere dell'UV Augusto Rollandin, si è soffermato sull'articolo 38 della proposta di legge: "La possibilità di introdurre il voto elettronico ha tutta una serie di vantaggi che daranno risposte a tutti gli interrogativi che oggi sono stati posti: preferenza unica, segretezza del voto, partecipazione. Io mi auguro quindi che si possa lavorare in questo senso nel minor tempo possibile. Riguardo alla preferenza di genere, mi sento di dire che, in generale, le donne non fanno la corsa per candidarsi, c'è piuttosto la corsa a cercarle. È quindi necessario mantenere il principio di riservare una quota al riequilibro della rappresentanza di genere".