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Politica e Istituzioni

Consiglio regionale - Finale di seduta tra le polemiche per il 'Caso Geenna'

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Il voto contrario all'iscrizione di una risoluzione con cui la minoranza chiedeva la revoca dell'incarico a Lorenzo Cocchi, del Foro di Torino, e già consulente della Regione, a cui è stato conferito il mandato di difendere l'immagine dell'Ente negli sviluppi dell'Operazione Geenna, ha scatenato la bagarre tra le forze politiche in Consiglio regionale.

La proposta, che comunque non sarebbe stata discussa nella seduta terminata ieri, per questione di tempo, ha scatenato le ire degli esponenti della Lega Valle d'Aosta e di parte del Mouv', che hanno tacciato la maggioranza di non voler portare al centro del dibattito politico, le inevitabili ripercussioni che la vicenda giudiziaria sta avendo.

“la maggioranza, ormai orfana di numeri, ha dimostrato tutta la propria inadeguatezza, rifiutando la proposta dell'intera opposizione di affrontare soltanto i punti prioritari del dibattito. - Commentano i gruppi consiliari Lega Vallée d'Aoste e Mouv'. - Questo rifiuto  possibile solo a causa della necessità di 24 voti per l'ammissione di nuovi punti all'ordine del giorno, evidenzia bene il grado di agitazione e impreparazione della rimaneggiata 'maggioranza', orfana del Consigliere Sorbara e digiuna, secondo quanto dichiarato in Aula e in Conferenza Capigruppo, delle nozioni giuridiche per sostenere il dibattito proprio sulla nomina.

Questa brutta pagina della democrazia - concludono i gruppi Lega VdA e Mouv' -, dove il rifiuto al dibattito non è motivato da questioni regolamentari ma solo da paurosi vuoti politici, dovrà essere cancellata nel più breve tempo possibile dai cittadini valdostani con l'unica strada percorribile verso il cambiamento, ovvero il ritorno alle urne”.

Di parere opposto I gruppi UV, UVP, ALPE, Stella Alpina e Gruppo Misto, che accusano la minoranza di mancanza di rispetto verso le istituzioni.

"Ieri in Consiglio regionale abbiamo assistito al comportamento inqualificabile della Lega che, furente per non aver potuto imporre la propria volontà sull'ordine del giorno dei lavori del Consiglio, ha abbandonato l'Aula prima della chiusura della discussione di una mozione presentata dalla Consigliera Pulz e poi votata all'unanimità dai presenti.

Al nostro diniego di accogliere l'iscrizione di una risoluzione perché avrebbe richiesto un approfondimento giuridico impossibile da farsi nel tempo disponibile e avendo ancora oltre dieci mozioni da affrontare, i leghisti hanno reagito in modo scomposto, dando segni di insofferenza per il protrarsi della discussione e mancando totalmente del rispetto dovuto al dibattito in corso e, in particolare, alla proponente della mozione, la quale, peraltro, aveva accolto un emendamento proveniente da un Consigliere leghista che aveva partecipato attivamente alla discussione.

Fino a prova contraria, l'Aula del Consiglio regionale è ancora un luogo di confronto libero e richiede un comportamento consono, anche quando le cose non vanno esattamente come si vorrebbe. Certi atteggiamenti minacciosi e ricattatori non ci spaventano e non ci appartengono, come speriamo non appartengano al Mouv', che vanta tra le sue file degli autonomisti convinti, ma neanche ad alcuni Consiglieri leghisti che sembravano dubbiosi sulle maniere forti. La democrazia e la libertà di espressione sono altra cosa.”