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Cogne - Fino al 30 settembre la mostra ‘Su ne Cogne no s allen’

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Si è svolto ieri, presso l’Hotel Sant’Orso di Cogne il vernissage della mostra “Su ne Cogne no s allen” ospitata nella Hall della struttura ricettiva, avente per oggette le ‘immagini’ di Paola Cina e i ‘Collage’ Francesca Lupo.

Gli ospiti dell’albergo e i curiosi, fino al 30 settembre potranno ammirare le opere delle due artisti che hanno per oggetto il riutilizzo dei materiali. 

Francesca Lupo, assembla varie elementi, per dare via a quadri onirici ambiebtati negli anni 50. “Tutto nasce dalla mia professione di architetto - Commenta Francesca Lupo - a cui si aggiunge la voglia di immaginare spazi immaginiferi più liberi cogniugando tutta una serie di mie passioni. Sono spazi di fantasia ambientati negli anni 50, come fossero dei fotogrammi di film in cui appaiono delle comparse in bianco e nero. Tutte le parti dello spazio sono realizzati con ritagli di materiali diversi, parti di giornali, riviste, legni, lettere, manoscritti trovati nei mercati e texture, che diventano uno spazio di senso compiuto, che invoglino lo spettatore ad immaginarsi qualcosa di più. A volte sono i materiali ad ispirarmi a volte sono io che visualizzo nella mia mente l’immagine, e poi ricerco tra gli oggetti a disposizione gli elementi per crearlo”.

Paola Cina, artigiana che può vantare già molte partecipazioni alla Fiera di Sant’Orso di Aosta, invece si concentra prevalentemente sulla valorizzazione del legno antico. “Le mie opere nascono dalla voglia di recuperare e riscoprire i materiali di qualsiasi genere, legno pezzi di mobili balaustre che assemblati tra loro, a volte anche con tessuti, ritrovano una nuova vita - sottolinea Paola Cina  - Su questi supporti realizzo delle sagome che vengono tagliate con la bindella e poi dipinte e intagliate. Abbiano anche frasi tratte da canzoni o detti valdostani. I materiali li recupero prevalentemente nei mercati, poi il più delle volte, associando e visualizzando unione di due o più oggetti nasce l’idea dell’opera. Per esempio qui sono esposte delle sedute di semplici sedie, su cui ho attaccato delle sagome”.

L’ingresso alla mostra é libero.

 

 

 

La Redazione