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Cassazione: annullata sorveglianza speciale ai fratelli Raso

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La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio alla Corte d'appello di Torino per nuovo esame il decreto di applicazione della misura di sorveglianza speciale per cinque anni ai fratelli Vincenzo e Michele Raso.

Per i giudici di secondo grado sono indiziati "di appartenenza ad una associazione mafiosa" ma per gli ermellini la Corte d'appello ha "errato nel ritenere non necessaria la dimostrazione dell'attualità della pericolosità, così come ricostruita fino all'anno 2011". 

Nel 2011, nella trattativa con gli estorsori che, volevano il 3% sulla vendita alla Regione del parcheggio pluripiano dell'Ospedale Parini, pagato 16,9 milioni.

"l'intervento dei fratelli Raso non è semplicemente volto a aiutare Tropiano Giuseppe ad individuare il gruppo criminale dal quale proviene la minaccia, ma, soprattutto, a trovare un accordo con il gruppo stesso", anche in base a una "comune prassi di matrice 'ndranghetista", scriveva il Tribunale di Aosta motivando l'amministrazione giudiziaria per la Edilsud dei fratelli Tropiano.

Per i giudici di Cassazione "il provvedimento impugnato risulta affetto dall'assenza della motivazione con riguardo agli elementi di fatto da cui desumere la attuale persistenza della pericolosità". Infatti "solo nel caso in cui sussistano elementi sintomatici di una 'partecipazione' del proposto al sodalizio mafioso, è possibile applicare la presunzione semplice relativa alla stabilità del vincolo associativo purché la sua validità sia verificata alla luce degli specifici elementi di fatto desumibili dal caso concreto e la stessa non sia posta quale unico fondamento dell'accertamento di attualità della pericolosità. Sul punto, all'evidenza, manca qualsivoglia motivazione". 

Tra le prime azioni intraprese durante l'anno di amministrazione giudiziaria c'è stata proprio la mancata riassunzione da parte della Edilsud, dopo la pausa invernale, di Vincenzo Raso, 64 anni, operaio che comunque non era stato indagato nell'inchiesta 'Tempus venit' sulla tentata estorsione all'impresa. Era invece stato coinvolto il fratello Michele, 55 anni, (che non è dipendente Edilsud), assolto in secondo grado dal reato di tentata estorsione e condannato per porto abusivo d'armi a un anno e otto mesi. Entrambi sono originari di San Giorgio Morgeto (Reggio Calabria). 

Sia l'amministrazione giudiziaria all'impresa sia la misura di prevenzione per i fratelli Raso erano scattate a fine 2016 ed erano state sostanzialmente confermate in Appello. Per la misura applicata alla Edilsud (terminata a fine novembre 2017), la Cassazione aveva già disposto l'annullamento con rinvio nel mese di gennaio 2018.