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Economia e Lavoro

Casinò - Slitta l'approvazione del Bilancio. Società sempre più in bilico

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Si aggrava ulteriormente la situazione del Casinò de la Vallèe. L'approvazione del Bilancio d'esercizio 2018 è stata rimandata al 7 giugno.

La Regione Valle d'Aosta, proprietaria al 99% della società ha voluto prendersi ulteriore tempo per analizzare i documenti contabili, dopo che è emerso che il passivo registrato al 31/12/2018 si è attestato a 55 milioni di euro, contro i 53 stimati in precedenza.

Il dato emerge dopo l'analisi sul documento finanziario svolta dalla Kpmg, società di revisione contabile, che non ha espresso un giudizio in merito. L'aggravio delle passività è dovuto alla situazione debitoria e alla svalutazione degli immobili prevista dal piano del concordato preventivo, che è stato ammesso dal Tribunale di Aosta.

"Non siamo in grado di di esprimere un giudizio sulla coerenza della relazione sulla gestione con il bilancio di esercizio della Casinò de la Vallée spa al 31 dicembre 2018 e sulla conformità della stessa alle norme di legge, né di rilasciare la dichiarazione di cui all'articolo 14, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 39/10 sulla base delle conoscenze e della comprensione dell'impresa e del relativo contesto acquisite nel corso dell'attività di revisione". E' quanto si legge nella Dichiarazione di impossibilità ad esprimere il giudizio Kpmg sul bilancio 2018.

L'amministratore unico della società, Filippo Rolando, nominato dalla Giunta Spelgatti, e indagato per omesso versamento di imposte, due giorni avrebbe sollecitato con una lettera la proprietà, ad approvare il bilancio per non nuocere al procedimento concordatario.

La Regione invece ha invece chiesto ulteriore documentazione per chiarire i contenuti del documento contabile e ieri, sempre per lettera, ha annunciato che non avrebbe partecipato all'assembla di oggi.

Le due posizioni stanno facendo salire ulteriormente la tensione, non è escluso che la proprietà possa decidere di sostituire Rolando. Su tutto ciò pesa enormemente il giudizio del Tribunale di Aosta, che potrebbe anche decidere sospendere la procedura di concordato preventivo e avviare quella di fallimento e liquidazione della società.