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Casinó, sindacati all’attacco

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CGIL-CISL-SAVT-SNALC-UIL esprimono in una nota congiunta grande preoccupazione per i dati primi di gestione della Casa da Gioco di Saint Vincent relativi all'anno 2017,  che ha fatto segnalare un calo di introiti del 3,78%. A detta delle associazioni gli unici a pagare sono stati i lavoratori, denunciando l'assenza di un vero piano di rilancio, e lo sperpero, a loro giudizio, di denaro pubblico in consulenze esterni e comitati interni.

I sindacati contestano l'operato dell'amministratore Giulio Di Matteo , sottolienando ancora una volta che la ricetta giusta per il rilancio della casa da gioco non fosse quella da lui proposta, tesi avvalorata dai dati emersi in questi giorni.

“Dopo sette mesi dall'approvazione del piano di ristrutturazione aziendale da parte del Consiglio Regionale e cinque mesi dalla sottoscrizione dell'accordo a seguito del referendum tra i lavoratori, l'unica cosa realizzata è l'esodo di 51 lavoratori ai sensi della legge Fornero. Per il resto nulla è stato rispettato: dalla riorganizzazione interna alle strategie di rilancio. - Le segereterie regionali Slc-Cgil Cisl Savt Snalc Uilcom - 

A seguito dell'insediamento del nuovo management abbiamo solamente assistito ad uno spreco di denaro per il pagamento di innumerevoli consulenti esterni o per la costituzione di comitati interni, senza che se ne sia ancora capita la loro reale utilità. Il tutto per arrivare a questi risultati catastrofici!   

Non bisogna poi dimenticare la volontà di proseguire con l'affidamento a partner esterni della cogestione di alcuni settori aziendali, con il rischio di perdere il controllo sull'attività di gioco.     

In questa situazione a dir proco preoccupante ci aspettiamo che i rappresentanti della proprietà  prendano una posizione chiara e determinata sulle strategie finalizzate a garantire un reale futuro alla casa da gioco, che non possono prevedere solo i tagli al costo del personale".

 

 

La Redazione