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Cronaca

Casinò - Per i magistrati Rolladin: "Agì con totale sviamento di potere, in palese contrasto con i precetti di legalità ed imparzialità"

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La nuova inchiesta giudiziaria che vede coinvolto Augusto Rollandin, per abuso d'ufficio continuato, sarebbe partita dalle richieste di alcuni Istituti di Credito di atti e documenti, nell'ambito della procedura di concordato della Casinò de la Vallée spa, sulle tre lettere a firma di Augusto Rollandin esposte nei confronti della casa da gioco.

Il 19 febbraio scorso la Bccv al fine di recuperare il proprio credito, ha chiesto alla presidenza della Giunta di trasmettere le necessarie deliberazioni a sostegno della garanzia assunta ma, come risulta dalla missiva firmata dall'attuale presidente, Antonio Fosson, nella stessa data, tali delibere non sono presenti

"Nelle tre lettere di assunzione di garanzia patrimoniale - emerge dall'invito a presentarsi dinanzi al pm quale persona sottoposta ad indagini notificato oggi a Rollandin - l'ex presidente della Giunta impegnava la Regione a garantire corrispondenti debiti del Casinò di Saint-Vincent nei confronti di Bccv, per 4 milioni di euro, il 5 marzo 2014, di Banca Passadore, per 5 milioni, il 29 aprile 2014, e di Banca Popolare di Sondrio per 10 milioni, il 9 maggio 2014"

Secondo il Pubblico Ministero Luca Ceccanti, che coordina l'indagine con il procuratore Paolo Fortuna, Rollandin "intenzionalmente cagionava alla Casinò de la Vallée spa, un ingiusto vantaggio patrimoniale, comportando alla Regione autonoma Valle d'Aosta, un danno consistito nell'assunzione di una garanzia patrimoniale complessiva di euro 19 milioni. Il vantaggio per la casa da gioco era consistito nella copertura a 'garanzia' di ingenti debiti e, in tal modo, nella prosecuzione dell'attività della medesima società contribuendo in modo determinante al decisamente consistente incremento del dissesto delle casse erariali.

In particolare, Rollandin, previa spendita illegittima della propria carica di presidente della Giunta aveva assunto vere e proprie garanzie patrimoniali, nei confronti delle banche creditrici, in assenza di qualsivoglia determinazione giuntale autorizzativa e di qualsiasi copertura regolamentare e/o legislativa. Agì con totale sviamento di potere, in palese contrasto con i precetti di legalità ed imparzialità di cui all'articolo 97 della Costituzione al mero fine di realizzare interessi propri, collidenti con quello per il quale il potere conferente alla qualità istituzionale rivestita gli era attribuito ed in totale contrasto con le norme che ne legittimavano l'attribuzione".