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Indagine per calunnia - Marquis ribadisce la sua estraneità ai fatti

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"È EMERSA TUTTA LA VULNERABILITA' DELLA SICUREZZA DI  PALAZZO REGIONALE"

"Le dimissioni che ho rassegnato ieri rappresentano il culmine di un percorso intrapreso il 4 ottobre scorso, quando è stata presentata e votata a maggioranza una risoluzione che chiedeva le dimissioni del Presidente della Regione. In quel momento, ho ritenuto doveroso non ottemperare alla richiesta, per senso di responsabilità, per garantire la governabilità da una fase ad un'altra, tanto dal punto di vista amministrativo tanto per quanto attiene le funzioni prefettizie. Sabato mattina abbiamo appreso della presentazione della mozione di sfiducia costruttiva; pertanto, tenuto conto che lunedì mattina abbiamo concluso i lavori della Giunta, il mio percorso in quanto Presidente della Regione è terminato. Un percorso iniziato il 10 marzo per il cambiamento, svolto in difficili condizioni, in un contesto in cui abbiamo potuto dare il nostro contributo per la Valle d'Aosta, in modo da farla uscire da tante difficoltà" così il Presidente della Regione Pierluigi Marquis in Consiglio Regionale questa mattina durante la discussione sulle sue dimissioni da Presidente.

 In merito invece alla questione delle indagini sul ritrovamento dei 25.000 euro nella scrivania Marquis ha ribadito la sua estraneità "Ieri mattina mi è stato notificato un provvedimento per cui mi sono stati prelevati computer e telefoni cellulari. Sono certo che queste azioni saranno utili a dimostrare la mia assoluta estraneità a quanto contestato. Ad oggi resto testimone inascoltato di fatti cui sono completamente estraneo. L'ipotesi investigativa contrasta con tutto ciò che io so. Io non ho fatto nulla, non ho difficoltà a giurarlo su quanto ho di più caro al mondo, la mia famiglia. Quanto accaduto per pura coincidenza temporale si può prestare peraltro a una facile lettura politica e questo mi dispiace. Una vicenda, questa, per la quale abbiamo subito auspicato chiarezza nel più breve tempo possibile; purtroppo al momento non è così. Purtroppo, non ha facilitato il compito della magistratura la sicurezza del palazzo regionale, di cui è emersa tutta la vulnerabilità. È un problema che il prossimo governo dovrà affrontare e su cui lavorare. Tenuto conto anche della situazione in cui sono coinvolto, ritengo doveroso ed etico rassegnare le mie dimissioni, anche per poter dimostrare al meglio la mia estraneità ai fatti che mi sono contestati.»

Al.Bi.