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Banca BCC: “Siamo indipendenti dalla politica regionale”

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La Bcc valdostana, con una nota diffusa stamattina ha voluto ribadire la propria indipendenza e sudditanza verso la politica valdostana, prendendo le distanze dalle motivazioni della sentenza con cui il Tribunale di Aosta ha condannato Ego Perron, il Presidente e un dirigente dell’istituto bancario.

 

La banca per la sua stessa struttura, non è governabile dalla politica: essa risponde unicamente ai suoi soci, che ne sono i proprietari e che eleggono i propri rappresentanti in un'assemblea viva e partecipata.  Il riferimento è alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza sul caso dei locali dell'ex assessore Ego Perron.
La Bcc Valdostana –
Continuano a spiegare i dirigenti - è un organismo collettivo, che riunisce quasi 10.000 soci: la base sociale è fortemente cresciuta negli ultimi anni, confermandosi come diffusa su tutto il territorio regionale. La banca è composta da 120 dipendenti, espressione del territorio valdostano, persone dunque che ne fanno parte e vi lavorano, sviluppando giorno per giorno un soggetto di primissimo piano del tessuto produttivo regionale. La scelta di estrapolare da una sentenza depositata i passaggi lesivi per l'immagine della banca non rende giustizia ai migliaia di risparmiatori che hanno scelto la Banca di credito cooperativo per far rimanere sul territorio valdostano i frutti del proprio lavoro".

Per la vicenda il Tribunale di Aosta ha condannato in primo grado a un anno di reclusione, per induzione indebita a dare o promettere utilità  anche il presidente della Bccv, Marco Linty, e il consigliere Martino Cossard.
Secondo il gup Davide Paladino è emersa la "sussistenza di un forte legame di compenetrazione di tipo clientelare fra il mondo politico locale e la banca a struttura cooperativistica di maggiore diffusione regionale". 

 

La Redazione