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Alexis Vallet: “Inconcepibile che Alpe sia alleata con la Lega”

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Alexis Vallet, ex presidente di Alpe, e primo dei non eletti del partito del galletto, non condivide la scelta fatta dal suo ex partito di allearsi con la Lega, per far vita ad un governo in Regione. 

Vallet, che non parteciperà al congresso di domani del suo ex movimento, ed auspica che i suoi ex compagni di viaggio ritrovino i valori fondativi di Alpe, che a suo avviso sono stati persi. Infine propone un governo delle forze autonomiste capaci di mettere in minoranza le altre, sapendo andate contro egoismi e personalismi.  

Credo che quello che ci si prospetta non sia un governo di cambiamento, basta vedere da chi e come si è costituita la maggioranza, ma un governo leghista, come a Roma: non credo che chi ha votato Alpe, per esempio, abbia votato per vedere un governo leghista in Regione. - Commenta Vallet - Auguro a tutti i miei ex compagni di viaggio di saper ritrovare l'energia e la visione delle origini: dopo le mie dimissioni non ho partecipato alle fasi successive e non mi pare di avere ora la lucidità per poter contribuire soprattutto dopo le ultime scelte fatte dal direttivo del movimento. Chi non sa dove andare arriva da un'altra parte. Sono molto contento che parta la legislatura perché rappresenta il voto dei valdostani e merita di partire, ma sono molto preoccupato per come parte.

Abbiamo forze che si dichiarano distanti ma che vogliono creare un progetto con numeri risicatissimi: un disastro annunciato e incomprensibile. Un'alternativa - aggiunge Vallet - c'è sempre per non tradire il proprio elettorato: ricominciare a fare politica e non mettere le questioni personali davanti al bene della Valle d'Aosta. Ognuno deve metterci del suo: politicamente, non personalmente. I movimenti devono dirsi chiaramente che non esistono i numeri per una maggioranza politica, bisogna decidere lo scopo politico che si vuole raggiungere e mettere insieme i pezzi, senza pregiudiziali; il tutto partendo dal presupposto che gli autonomisti valdostani, seppur ridimensionati contano per il 70% del consiglio e per cui hanno il dovere di indicare e non di subire la direzione".