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Salute e Ambiente

Agricoltura - E' allarme per la ricomparsa della 'vespa del castagno'

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L’Assessorato all'Agricoltura della Regione lancia l'allarme per i castagni per la ricomparsa, in questa primavera, dopo 4 anni di tregua, del cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus). L'insetto è particolarmente danno per le piante che attacca, e può portare al deperimento degli alberi che attacca.

Il parassita è stato combattuto con successo attraverso l’uso dell’insetto utile Torymus sinensis, un parassitoide introdotto per la prima volta nelle zone castanicole valdostane dall’Amministrazione regionale in collaborazione con l’Università di Torino e il Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo nel 2011.

La ripresa massiccia di galle riscontrata quest’anno dimostra che esiste un ciclo preda-predatore con fluttuazioni che in determinati casi possono essere a favore del cinipide.

Trattandosi di fenomeni biologici soggetti a dinamiche complesse e dipendenti anche da fattori esterni (es. climatici), l’evoluzione del rapporto tra i due insetti non era completamente prevedibile, benché ritenuta probabile, in quanto già manifestatasi in Giappone qualche decennio fa dopo un primo successo della lotta biologica.

Sulla base dei primi controlli dell’Ufficio Servizi fitosanitari effettuati su galle raccolte nella primavera 2019, risulta che l’insetto utile Torymus sinensis è ancora ben presente in natura con percentuali di colonizzazione che variano dall’8% al 70% e pertanto non si ravvisa la necessità di fare nuove introduzioni.

Per favorire un nuovo equilibro a favore di Toymus sinensis e raggiungere al più presto un risultato nella lotta, che si presume potrà manifestarsi nell’arco di uno/due anni, è fondamentale non rimuovere le galle che si sono formate questa primavera o bruciare le galle secche (nidi del cinipide) che rimarranno sui rami in autunno in quanto contengono anche l’insetto antagonista già attivo e non effettuare alcun trattamento insetticida né sui castagni, né in prossimità degli stessi.

Va comunque sottolineato che il recupero produttivo dei castagneti dai danni causati dal cinipide richiede anche specifici interventi da parte dell’uomo, quali, ad esempio, potature per l’eliminazione dei rami secchi (badando a non distruggere le galle che devono essere lasciate nel bosco), o dei rami affetti da cancri virulenti e per la rinnovazione delle chiome o apporti di sostanze nutritive.