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Uv, nuovo regolamento elettorale - Rini "Svuota le sezioni della potestà territoriale"

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Limitazione dell'uso dei social, creazione di una commissione elettorale per coordinare i passaggi che porteranno alle candidature, divisione del territorio in quattro 'zone': queste le novità del regolamento votato ieri sera, con 3 astenuti e 2 contrari, dal Conseil Fédéral dell'Union Valdotaine. I candidati dovranno essere delle "persone qualificate, motivate, rappresentative e stimate per il comportamento, la moralità, l'impegno al servizio della comunità, le attitudini coerenti con i principi dello Statuto dell'Union valdotaine". La commissione elettorale sarà composta da due delegati per ogni zona e da tre membri indicati dal Conseil fédéral. Quest'ultimo avrà a disposizione otto candidature (una della Jeunesse valdotaine) mentre dalle quattro 'zone' arriveranno gli altri 27 nomi. Un'apposita commissione, composta da sei persone indicate sempre dal Conseil fédéral, si occuperà della redazione del programma elettorale.

Un Conseil Fédéral che da tempo, più o meno dall'uscita dell'Uvp, non vede grandi dibattiti al suo interno, tanto vociferare fuori, quello si, ma poi al suo interno tutto rientra. Ieri sera però, un sussulto di dibattito lo ha portato l'Assessore all'Istruzione e Cultura Emily Rini che ha espresso la sua perplessità su alcuni punti del regolamento.

"Sono intervenuta ieri al Conseil Federal con spirito assolutamente costruttivo - spiega l'Assessore Rini -  portando all’attenzione dei delegati alcuni aspetti del nuovo regolamento elettorale in approvazione che mi avevano lasciata piuttosto perplessa. Perplessità che, peraltro, molti amici unionisti avevano con me condiviso. La prima perplessità, e la più forte che nutro, è legata alle modalità di scelta dei candidati, visto che reputo che questo nuovo regolamento appena approvato svuoti completamente le sezioni della loro potestà decisionale, in favore invece della commissione elettorale centrale. Un accentramento che rischia di non garantire adeguatamene la territorialità, da sempre uno dei punti di forza del Mouvement. Inoltre, non aver previsto a priori un numero definito di candidati per ognuna della quattro zone di riferimento  mi lascia molto perplessa poiché sembra andare nella direzione opposta a quella della tutela della territorialità e mortifichi il ruolo decisionale delle sezioni unioniste".

Per quanto riguarda la limitazione dell'uso dei social "Non comprendo poi la ratio delle previsioni in merito alla comunicazione previste nel nuovo regolamento, che ritengo essere totalmente anacronistiche. Bisogna sapere guardare al futuro, anche in ambito comunicativo. È la collettività che ce lo chiede a gran voce. Trasparenza e velocità di comunicazione devono essere insiti nel nostro modo di agire, al passo con i tempi. Motivo per cui il passaggio legato alle restrizioni in merito all’utilizzo dei social network reputo rischi di cadere nell’anacronismo, considerato che ormai buona parte della comunicazione, anche politica, passa proprio attraverso questi nuovi mezzi. Piuttosto che sottolineare che i candidati non debbano ultilizzare i social per denigrare gli altri candidati o il Mouvement (cosa che pensavo fosse ovvia!!!! Ognuno con il proprio profilo ci mette la faccia e risponde di ciò che dice e scrive!) sarebbe stato interessante prevedere un maggior investimento ed impegno in merito proprio ad una più efficace e trasparente comunicazione".

"Mi rincresce che dai vertici del Mouvement non siano arrivati riscontri positivi alle mie (come a quelle di altri) mere osservazioni costruttive - conclude Rini -  nemmeno alla richiesta di poter avere qualche giorno in più per poter lavorare sul documento in maniera più condivisa. Dal mio punto di vista si è persa una grande occasione andando invece ad approvare un regolamento assolutamente non al passo con i tempi".

g.p.